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Parla la direttrice del distretto sanitario 1, Elisa Gullino. A via Luzzatti nuovi servizi e cure primarie 24/7

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre apr-giu 2026 – numero 4 – pagina 10)

Intervista a cura di Andrea Capocci

Nell’ex poliambulatorio inaugurata la Casa della Comunità Esquilino. Con servizi integrati e presenza medica h24 7 giorni su 7, la sanità territoriale cambia faccia. La riforma incontra ostacoli, ma a via Luzzatti ci sono già medici di famiglia per tutti e guardia medica notturna

Arriva all’Esquilino la riforma della sanità. Avviata dall’ex-ministro della Salute Roberto Speranza all’indomani del Covid e finanziata dal Pnrr per due miliardi di euro, la riforma prevede l’apertura di oltre mille Case di Comunità in tutta Italia. Una di queste è stata inaugurata il 3 marzo scorso, nell’ex-poliambulatorio di via Luzzatti n. 8. Non si tratta, almeno sulla carta, di un semplice maquillage di strutture esistenti: le Case ospiteranno servizi sanitari collegati ai servizi sociali per una reale presa in carico dei bisogni del paziente, visto che numerose le ricerche dimostrano la stretta relazione tra condizioni socio-economiche e salute delle persone.

È una piccola rivoluzione che incontra mille ostacoli, a partire dalla difficoltà di reperire il personale. Mancano soprattutto medici di base e pediatri: in molte aree del Paese appaiono restii ad abbandonare gli studi privati – in cui però sono presenti poche ore al giorno – per trasferirsi nelle Case di comunità. La loro presenza è decisiva per la riuscita della riforma: cure primarie disponibili 24/7 permetterebbero di alleggerire i pronto soccorso oberati da codici bianchi e verdi e accorciare le liste di attesa.

Nel Primo Municipio, tocca alla direttrice del distretto sanitario 1 Elisa Gullino gestire la delicata transizione. La incontriamo nel suo ufficio affacciato sul Tevere, tra riunioni e telefonate che lasciano pochi minuti al racconto della trasformazione in corso a via Luzzatti. ‘Adesso si chiamerà Esquilino’, spiega la dottoressa. ‘Anche se nel distretto 1 ci sono già altre Case di comunità aperte 24/7, proporrò che anche Esquilino rispetti gli stessi orari, vista l’alta presenza di turisti e di abitanti non residenti’.

Dottoressa Gullino, quali servizi saranno a disposizione?

A quelli esistenti ne aggiungeremo di nuovi. Per esempio, il Punto Unico di Accesso (Pua) che indirizzerà gli utenti verso i servizi socio-sanitari più opportuni. Per la diagnostica avremo reparti di radiologia, ecografia internistica, cardiologica e vascolare. Ospiteremo anche il servizio vaccinale, trasferito dalla Sala Puccinotti di via S. Giovanni in Laterano da poco restituita all’ospedale San Giovanni. E all’ultimo piano ci sarà l’assistenza protesica.

A che punto è l’integrazione tra servizi sanitari e sociali?

Gli assistenti sociali della Asl sono già al lavoro al Pua, gli assistenti sociali del municipio ancora no. Il comune ha già stanziato i fondi per l’assunzione di nuovo personale quindi dovrebbe essere una questione di poche settimane, qualche mese al massimo.

Nella Casa di comunità ci sarà anche il consultorio?

Sì, sarà trasferito a via Luzzatti quello della Sala Puccinotti. Apre tutte le mattine e due o tre pomeriggi a settimana e permette di assistere la donna lungo l’intera gravidanza. È molto frequentato da famiglie economicamente fragili, che non possono permettersi un medico privato e qui trovano ginecologhe e pediatra pubbliche e gratuite.

Le Case di Comunità dovrebbero rispondere alle caratteristiche specifiche del territorio.

Abbiamo effettuato una mappatura dei bisogni insieme al Dipartimento di Epidemiologia della Regione. Ad esempio, registriamo un’altissima incidenza di anziani soli, che magari hanno figli lontani e faticano a fruire dei servizi. Per questo avvieremo progetti di collaborazione con i Centri anziani.

All’Esquilino è forte anche la presenza di persone senza fissa dimora, estremamente bisognose di assistenza socio-sanitaria, molte delle quali straniere.

In realtà, ce ne sono di meno che in altre aree del Municipio, come Prati. Ma un tavolo riunisce mensilmente Asl, sala operativa sociale, polizia municipale, dipartimento di salute mentale e associazioni come Croce Rossa e Sant’Egidio, per prendere in carico casi difficili e con patologie importanti. L’Esquilino è anche la zona urbanistica con la più alta densità di popolazione immigrata. A via Luzzatti continuerà a lavorare il Centro di Salute per Migranti Forzati (Sa.Mi.Fo.), un punto di riferimento soprattutto per le donne migranti e in particolare per chi ha subito violenza e mutilazioni genitali. Vaccinazioni e prevenzione delle malattie trasmissibili sono garantite anche a chi non ha un permesso di soggiorno.

Anche i medici di base saranno disponibili 24 ore al giorno?

L’accordo regionale per portare i medici di base nelle Case di comunità è ancora in trattativa. Ma grazie a un’intesa distrettuale da me promossa, a via Luzzatti ci sono già medici di famiglia a disposizione di tutti, assistiti e non, più la guardia medica notturna. Le persone devono sapere che per un disturbo banale possono rivolgersi alla Casa di Comunità e non sovraccaricare i Pronto Soccorso, dove attendono ore prima di essere visitate.

Eppure si dice che i medici di base non vogliano lavorare nelle Case di Comunità.

È un luogo comune. Nasce da una cultura sbagliata: in passato la sanità pubblica ha offerto condizioni di lavoro poco dignitose per i professionisti. Se rendiamo accoglienti gli spazi i medici, soprattutto quelli giovani, sono più disponibili di quanto si creda.

Uno dei pilastri della nuova sanità territoriale è la partecipazione.

Anche a via Luzzatti abbiamo uno spazio dedicato alle associazioni, di cui l’Esquilino è ricchissimo. In altre Case di Comunità sono nati coordinamenti tra le varie associazioni, per ottimizzare la loro presenza. Accadrà anche all’Esquilino.