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Nell’ex Zecca di Stato 400 mq per i cittadini

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2026 – numero 5 – pagina 1,2)

Nel palazzo dell’ex Zecca di Stato, in via Principe Umberto, ci sarà uno spazio pubblico destinato ai cittadini: si tratta di 400 metri quadri al piano terra, con ingresso autonomo di fronte al mercato Nuovo Esquilino, accanto a uno spazio che sarà riservato alle forze dell’ordine. È quanto emerge dal lungo negoziato condotto dall’assessorato all’Urbanistica e dalla segreteria generale di Roma Capitale con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs).

Come molti ricorderanno, lo scorso anno, su proposta dell’Istituto, era stata approvata una variante al progetto di riqualificazione dell’immobile, con la quale veniva abbandonato il disegno originario di realizzare un Polo delle Arti e dei Mestieri per destinare l’immobile di proprietà della Zecca dello Stato a sede di uffici di una parte dei propri dipendenti.

La retromarcia dell’Ipzs aveva scatenato iniziative di mobilitazione nel rione da parte di organizzazioni civiche, politiche, culturali e sindacali, fino a un flash mob di protesta sotto l’edificio dell’ex Zecca alla fine dello scorso luglio. Erano poi state avanzate richieste alternative per mitigare, almeno in parte, l’abbandono del progetto di creazione del Polo delle Arti e dei Mestieri. E su queste richieste si è aperto il negoziato tra Ipzs e Roma Capitale.

Dopo mesi di trattative, pur senza che i dirigenti dell’Ipzs abbiano ancora incontrato le organizzazioni del territorio, c’è qualche risultato positivo.

Lo spazio richiesto per uso pubblico e destinato alla cittadinanza, in accordo con Roma Capitale, è stato dunque assegnato. Ma non solo: come richiesto, l’Ipzs ha anche rinunciato ai parcheggi riservati su strada (erano previsti 11.000 metri quadri da occupare), tranne un posto per persone con disabilità, uno per motorini e uno per auto elettriche. Nella politica aziendale per la mobilità dei propri dipendenti sarà infatti incentivato l’utilizzo di metro, autobus e treno e verranno organizzate alcune navette da altre zone della città.

Infine, Roma Capitale ha chiesto all’Istituto di ripristinare le strade e i marciapiedi rovinati dalle attività del cantiere; su questo si avvierà quanto prima un confronto con il Municipio.

Resta, purtroppo, escluso il ritorno della Scuola della Medaglia. Non si può fare, hanno detto i referenti istituzionali.
In questi mesi le realtà del rione che hanno contestato il cambio di rotta si chiedevano se la società Ipzs, interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sarebbe riuscita a esprimere sensibilità e lungimiranza, venendo incontro alle richieste delle realtà locali.

Si può dire che la strategia di apertura e relazione con il rione Esquilino e con la città, avviata dal precedente e lungimirante amministratore delegato dell’Ipzs, non sia del tutto perduta, poiché il rione è riuscito a ottenere almeno uno spazio aperto alla collettività. Tuttavia, alcuni dei protagonisti della mobilitazione civica avviata la scorsa estate fanno notare come l’Istituto stia procedendo verso la “cancellazione della sua dimensione storica e del valore di patrimonio culturale”. Questa istituzione “di livello e valore nazionale – osservano – sta dimenticando e tradendo la sua storia aziendale e culturale che riguarda l’arte applicata e i saperi della nostra collettività”.

Certamente i metodi e gli stili di relazione con i cittadini, e non solo le destinazioni degli spazi, sono molto cambiati rispetto ai tempi dell’operazione Polo delle Arti e dei Mestieri: chi ricorda gli incontri, gli scambi, i colloqui, i convegni e le conferenze stampa, l’attenzione alla ricerca, la pubblicazione di documentazione e di materiali messi a disposizione della cittadinanza e degli esperti dalla dirigenza dell’Istituto, sottolinea la differenza. Allora – ricordano alcuni esponenti del rione – si dialogava con frequenza e si scambiavano saperi, il rapporto con l’Ipzs era fondato sul reciproco riconoscimento, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli e delle competenze di ciascuno. Oggi, per arrivare al risultato ottenuto, di ripiego sebbene non trascurabile, i cittadini e i rappresentanti delle realtà sociali, culturali e politiche, durante i mesi di trattativa, hanno incontrato solo i rappresentanti di Roma Capitale. La riunione con i referenti della Zecca, vale la pena ripeterlo, non si è mai fatta.

Emma Amiconi
Emma Amiconi
Esquilina convinta da svariati decenni, predilige l’impegno per il lato positivo. Si occupa di cittadinanza democratica e non solo per lavoro.