Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2026 – numero 5 – pagina 6)
È denominato tempio di Minerva Medica, ma in realtà tempio non è mai stato. Si tratta infatti di un padiglione romano, edificato intorno agli inizi del IV secolo d.C., probabilmente destinato a svolgere funzioni di rappresentanza e svago. La buona notizia è che il cosiddetto tempio sarà restaurato e aperto al pubblico.
Situato in via Giolitti a ridosso dei binari dell’ex ‘trenino giallo’, a pochi passi dalla chiesa di Santa Bibiana e dalla Torre mazzoniana della stazione Termini, l’edificio arricchisce e completa uno degli angoli più suggestivi dell’Esquilino, dove modernità, barocco e antico si affiancano, offrendo allo sguardo di noi tutti un paesaggio urbano del tutto particolare.
Grazie al programma Pnrr Caput Mundi – Next Generation EU per grandi eventi turistici, è in via di conclusione un importante intervento di restauro e valorizzazione dell’edificio, con l’intento di rendere più accessibile l’area interna e sistemare la parte verde. Le opere riguardano, in particolare, la pavimentazione, gli impianti di illuminazione (con il contributo di Areti), l’installazione di un percorso su terreno stabilizzato, accessibile anche alle carrozzine per i diversamente abili, l’inserimento di elementi didattici con mappe tattili per non vedenti.
Come ci racconta Simona Morretta, responsabile del progetto per la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio (Ssabap) del Ministero della Cultura, è prevista anche la riqualificazione della piccola casa ubicata nel retro della struttura, che verrà trasformata in area espositiva con i materiali archeologici più interessanti rinvenuti durante le molteplici campagne di scavo realizzate nell’area.
La vicinanza di questo luogo con la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dove furono individuati i resti del Sessorium, il palazzo imperiale della dinastia dei Severi, fa pensare che il nuovo piccolo museo possa diventare una grande ricchezza. Nel dialogo con Morretta emerge anche l’attenzione che si sta riservando agli aspetti gestionali e di funzionamento del sito archeologico, da annoverare tra i cosiddetti ‘minori’ della nostra città. È infatti allo studio un modello organizzativo che possa garantire aperture e manutenzione del sito, in modo che possa avere un’effettiva nuova vita, al di là delle sole opere strutturali.
L’attesa per la riapertura stabile e non più episodica dell’area è grande nel rione e fuori di esso. Se ne respira l’atmosfera guardando l’episodio dedicato al cosiddetto tempio di Minerva Medica dalla docu-serie creata dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Uno dei protagonisti del video, che interviene con competenza e passione, è Mauro Vetriani, rappresentante di una delle associazioni civiche locali che hanno promosso nel tempo tante iniziative per la salvaguardia e la valorizzazione del monumento.
A riprova dell’attrazione esercitata dal sito, c’è la lettera inviata recentemente all’Associazione Abitanti di via Giolitti da RL, uno studente francese di architettura che nel 2024, durante lo svolgimento del suo Erasmus a Roma, partecipò a un incontro dedicato al tema della mobilità e dei trasporti pubblici all’Esquilino. La lettera ci racconta con grazia e limpidezza una storia che fa riflettere sul fascino mobilitante che emana questo antico edificio. Ne riportiamo di seguito un ampio stralcio.
“…Essendo uno studente francese di architettura che stava svolgendo il suo Erasmus a Roma … durante le mie passeggiate e i miei vagabondaggi nelle vostre magnifiche strade mi sono innamorato del patrimonio di un quartiere, mi sono affezionato alle lotte che le persone che lo abitano combattono quotidianamente. Di quali lotte sto parlando, mi direte? Immagino che le preoccupazioni per il vostro affascinante quartiere siano numerose e diverse. Ebbene, io parlo di quelle che mirano a restituire dignità a uno dei gioielli più belli della città eterna: il cosiddetto tempio di Minerva Medica. Per un anno e mezzo ho dedicato a questo argomento la mia tesi di laurea in architettura “Il caso particolare di un tempio suo malgrado, Minerva Medica”, e, senza dubbio, per il resto della mia vita questo padiglione decagonale rimarrà l’edificio più misterioso e affascinante che mi sia mai capitato di incontrare. …
Indipendentemente dalle diverse conclusioni che se ne possono trarre [ndr. sulle cause della sua dismissione], io mi attengo a quella basata sull’eterna speranza che le sue mura possano essere occupate da usi contemporanei. Questo messaggio non ha altro scopo se non quello di farvi capire che a volte l’amore che gli abitanti nutrono per il loro patrimonio supera i confini del loro quartiere, supera i confini della loro città per toccarne altri e forse dare l’esempio, chi lo sa?” ….
