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Alla Casa dei diritti sociali serve un aiuto

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2026 – numero 5 – pagina 17)

La Cds, Casa dei diritti sociali Odv, è una delle organizzazioni civiche più longeve dell’Esquilino. Costituita nel 1989, è un’associazione di volontariato che si occupa della tutela e della promozione dei diritti umani e sociali delle persone e dei gruppi umani più deboli.

Entrare in contatto con l’associazione facilita la comprensione di quali sono i problemi, le paure, le difficoltà, gli ostacoli che incontrano gli stranieri, i poveri, i migranti, le donne vittime di tratta, solo per fare alcuni esempi, e quali e quante sono, allo stesso tempo, le azioni di tutela, sostegno ed empowerment messe in atto per mitigare e rimuovere almeno una parte degli ostacoli che rendono tanto difficile la vita di queste persone.

Certo, dalla costituzione della Cds a oggi molte cose sono cambiate, fuori e dentro l’associazione, ma grande è rimasto l’impegno che i volontari tecnici, esperti, medici, avvocati, assistenti sociali, mediatori interculturali, insegnanti, pensionati, neolaureati e laureandi dedicano agli stranieri, ai migranti e ai cittadini italiani in condizioni di fragilità, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze.

Oltre alla scuola di italiano per migranti, la sfera d’azione dell’associazione comprende la tutela legale con gratuito patrocinio, la difesa e l’affrancazione delle vittime di tratta, sia per sfruttamento lavorativo che sessuale, l’inclusione della popolazione Rom, il sostegno e la tutela dei minori a rischio di dispersione scolastica.

Il filo conduttore degli interventi è l’integrazione, in quanto una volta preso atto che il fenomeno migratorio è una componente stabile e ineliminabile delle nostre società, è necessario garantire alle persone migranti non solo tutela dei diritti ma anche servizi di orientamento e sostegno per l’inserimento sociale e culturale nella vita di un territorio.

Eppure, nonostante l’azione della Cds sia riconosciuta e apprezzata anche a livello istituzionale da Comune, Municipi, istituzioni sanitarie e autorità responsabili della pubblica sicurezza, oggi essa rischia seriamente di interrompersi.

Come in molte associazioni non profit, l’organizzazione di servizi in puro regime di volontariato è accompagnata dalla realizzazione di progetti specifici, attraverso la partecipazione a bandi emessi da enti locali, istituzioni europee, fondazioni. Ma questi progetti, quando assegnati, per poter essere realizzati richiedono una serie di spese che gli enti attuatori devono anticipare. Si tratta di impegni economici importanti, considerando anche i significativi ritardi con cui vengono erogati i saldi finali, dopo la fine del progetto e il superamento dei controlli sulla correttezza della spesa.

C’è poi un ulteriore, grande problema che sta diventando quasi insormontabile per chi opera nell’ambito dell’associazionismo e del volontariato: molte voci di costo non vengono più riconosciute come spese rimborsabili. Sono per esempio le spese legate alle sedi, alle utenze, alle spese generali, e quelle propedeutiche per individuare i beneficiari dei progetti finanziati (spesso si tratta di comunità straniere, con tutte le specificità del caso).

Si tratta di ostacoli che riguardano l’intero universo delle organizzazioni del cosiddetto terzo settore, specialmente le più piccole, che dispongono di minori garanzie anche nei confronti del sistema bancario.

La Cds è quindi in credito con molti enti perché – mettendo al primo posto la remunerazione di chi lavora per la realizzazione dei progetti – ha anticipato le spese, esaurendo ogni riserva. Alcuni operatori sociali di grande valore hanno già dovuto scegliere altre strade a causa dei ritardi nei pagamenti.

Per superare la fase più difficile della sua vita trentennale, oggi l’associazione si trova nella condizione di dover chiedere un aiuto alla società civile, a quanti hanno conosciuto e apprezzato la sua opera umanitaria e la reputano un autentico bene comune. La nostra città senza Cds sarebbe un luogo meno accogliente e più povero di diritti, diamoci da fare.

Per sostenere Casa dei Diritti Sociali Odv possiamo:
• fare una donazione sul C/C bancario IT87C0103003204000001016142 intestato a Casa dei Diritti Sociali ODV
• donare tramite PayPal sulla pagina https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=USMVHBYGALJWA
• destinare un lascito testamentario all’Associazione.

Emma Amiconi
Emma Amiconi
Esquilina convinta da svariati decenni, predilige l’impegno per il lato positivo. Si occupa di cittadinanza democratica e non solo per lavoro.