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Cantieri a Piazza dei Cinquecento. Entro dicembre 2026 la prima parte dell’arboreto

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre apr-giu 2026 – numero 4 – pagina 12)

Non ci sarà un grande bosco di pini e palme davanti alla stazione Termini, ma un arboreto comunque si farà: sarà situato a ridosso di via De Nicola, davanti alle Terme di Diocleziano, e avrà meno piante di quanto inizialmente previsto. I lavori sono partiti ed entro il dicembre 2026 sarà realizzata la prima parte del parco alberato. Sempre entro fine anno saranno completati i lavori di pavimentazione lungo il fronte stazione. Questi i tempi indicati da Anas per i due cantieri attivi per la riqualificazione di Piazza dei Cinquecento.
La possibilità di realizzare il bosco di alberi* è stata nell’ultimo anno al centro di polemiche. Su buona metà della piazza l’Anas ha constatato che non è possibile piantare alberature di alto fusto, prospettate nel progetto originale, per non interferire con i locali sottostanti.
‘Il solettone di cemento che copre i grandi spazi sotterranei della stazione dove si incrociano due linee metro e spazi commerciali, non consente alberature di alto fusto. E negli spazi in cui c’è il terrapieno, gli alberi con le loro radici danneggerebbero le presenze archeologiche interrate’, ha osservato nel suo blog l’architetto Umberto Cao, che da tempo solleva dubbi sul progetto e sulla sua realizzazione (vedi Esquilino N.1 luglio-settembre 2025).
È stato quindi ridimensionato il verde: invece di un bosco urbano con 500 piante, tra cui querce, palme e alberi da frutto, al termine dei lavori ci saranno 107 alberi, nell’area – più circoscritta e meno vicina alla stazione – che va dall’attuale pensilina centrale fino a via De Nicola.
I lavori dell’arboreto erano stati rallentati da un vincolo archeologico. ‘Nell’area delle Terme si trovano tra l’altro i resti dell’antica cisterna monumentale e questa è stata un’occasione per la Sovrintendenza di Roma per definirne esattamente l’ubicazione. Ora una parte dell’area è stata svincolata’, ha spiegato l’ingegner Paolo Nardocci, responsabile del procedimento per Anas (gruppo Fs), nel corso della seduta congiunta del 23 febbraio delle commissioni capitoline Turismo e Giubileo.
Un altro intoppo riguarda la pavimentazione del capolinea degli autobus, oggetto del cantiere lungo il fronte stazione, da via Giolitti verso l’interno della piazza: qui si sta lavorando per sostituire le sistemazioni provvisorie con la nuova pavimentazione definitiva in travertino e basalto.

Caso unico al mondo

‘Nonostante le opere siano state realizzate secondo le indicazioni dei produttori di materiali e progettisti, si sono verificati degli ammaloramenti precoci che sono all’esame degli esperti di tecnologia dei materiali’, ha detto Nardocci, facendo notare che questa pavimentazione ‘è un caso unico al mondo’ e che a livello di tecnologia dei materiali ‘si sta facendo letteratura tecnica’. Tutto ciò richiede tempo: un pool di professori universitari incaricato di individuare le cause dei degradi e di trovare i rimedi ha concluso il suo esame. Seguirà la riparazione su un campo prova e, una volta verificato che la soluzione resiste al transito degli autobus, l’estensione a tutto il capolinea. ‘L’intervento – ha insistito Nardocci – deve garantire una pavimentazione che non sia più soggetta a degrado e che sia duratura nel tempo’.
C’è stato un rallentamento anche per il ripristino dell’impermeabilizzazione, a garanzia della tenuta idraulica dei solai del sotto-stazione. Ma ora si procede. Il direttore dei lavori, geometra Andrea Alfei, ha chiarito che le opere saranno realizzate a stralci per garantire il passaggio di mezzi e persone e l’accessibilità dell’area.
Con due torri d’illuminazione e la videosorveglianza per rendere la piazza più sicura, gabbiotti Atac per gli utenti e i dipendenti dell’azienda, qualche panchina di cemento, anche l’allestimento della piazza va avanti.
C’è poi la questione taxi. Oggi il molo taxi ‘non sta funzionando correttamente’, ha riconosciuto Nardocci, per via del cantiere dell’arboreto. Il nuovo sistema taxi, scaturito dal confronto con la categoria, a suo parere è ‘più efficiente’ di quello precedente e ha ‘grandissime potenzialità’ potendo accogliere ‘fino a 70 taxi in accodamento senza creare problemi di circolazione’. Ma la discesa dei passeggeri, sul lato destro all’uscita della stazione, avviene distante dalla pensilina e il progetto architettonico non prevede di inserire una copertura.

*elemento centrale del progetto vinto dal gruppo costituito da Tvk Sarl, It’s srl, Artelia Italia spa, Net Engineering spa, Michela Rustici e Latitude Platform for Urban Research and Design

Elysa Fazzino
Elysa Fazzino
Giornalista per scelta, avrebbe fatto la giornalaia per leggere i fumetti. Ora scrive di fantasia e fa il teatrino per i nipotini.