Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-nov 2026 – numero 6 – pagina 5)
Non tutte le occupazioni sono uguali perché condividono la stessa condizione giuridica. Lo ha ricordato anche Roberto Saviano durante la sua visita al presidio in via Santa Croce in Gerusalemme, respingendo l’equivalenza tra Spin Time e CasaPound. La differenza è sostanziale. CasaPound ha fatto del proprio edificio la sede blindata di un’organizzazione politica, sottratta alla vita ordinaria del quartiere. Spin Time ha costruito la propria identità nel movimento opposto: aprendo le porte.
La differenza non cancella l’illegalità dell’occupazione. Impedisce però alla parola “illegalità” di diventare una scorciatoia capace di cancellare tutto il resto. Lo scorso luglio, il processo d’appello sull’occupazione dello stabile di via Napoleone III, avvenuta nel 2003 da parte di Casa Pound, si è concluso con tre condanne e sei patteggiamenti.
Recentemente, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito l’intenzione di procedere alla restituzione dell’edificio alla proprietà pubblica e, quindi, allo sgombero. CasaPound, invece, ha chiesto al Demanio di regolarizzare la propria posizione attraverso un contratto di affitto, con l’obiettivo di mantenere l’occupazione.
Due edifici, due storie e due modi molto diversi di utilizzare uno spazio occupato. Il dato comune resta quello giuridico. Il resto è la storia che si è sviluppata dentro quelle mura.
