Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-nov 2026 – numero 6 – pagina 1,2)
Il 22 agosto, dopo oltre tre settimane dall’ “evacuazione per motivi di sicurezza”, tutti gli abitanti dello stabile di Via Santa croce in Gerusalemme 55 sono stati temporaneamente ricollocati: Divino Amore, Castel Fusano, Cassia, Acilia, Rebibbia, Monte del Gallo, sono solo alcuni dei luoghi in cui il Comune ha trovato loro una sistemazione. Alcune famiglie hanno accolto la notizia con sollievo, altre con rassegnazione, altre ancora con preoccupazione.
Perché una sistemazione, anche quando risolve l’emergenza, non restituisce automaticamente una casa. E soprattutto non ricostruisce in poche settimane quello che negli anni si è formato intorno a Spin Time: relazioni, attività, solidarietà, percorsi di autonomia, iniziative culturali.
Per le famiglie comincia ora una fase di attesa e di incertezza. Alcune dovranno capire se la sistemazione trovata dal Comune potrà diventare stabile – per poche lo è già -; altre se sarà possibile continuare a vivere il rione. Per chi ha figli, per chi lavora in zona, per le persone anziane o più fragili, la distanza non è un dettaglio: significa cambiare scuole, tempi, spostamenti, relazioni e reti di sostegno.
Il futuro degli abitanti e quello di Spin Time sono tuttavia due questioni diverse, anche se difficili da separare.
La trattativa
Sul futuro dello stabile tra Roma Capitale e Investire Sgr è aperta una trattativa. Il 31 luglio il sindaco Roberto Gualtieri ha proposto a Investire Sgr l’acquisto dello stabile, chiedendo nel frattempo la disponibilità dell’immobile per consentire l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza, stimati in 60/90 giorni, e un successivo rientro iniziale di almeno 120 persone, a partire dai nuclei considerati più fragili.
La proposta non è stata accolta dalla proprietà. Il 6 agosto Investire Sgr ha motivato il diniego citando il sequestro dell’edificio, le condizioni manutentive e l’assenza dei requisiti di sicurezza e agibilità necessari per un uso abitativo. La società ha però offerto 500 mila euro per la ricollocazione degli sfollati e mantenuto aperta la possibilità di una vendita a Roma Capitale, a condizioni economiche da definire sulla base del valore di mercato.
Da quel momento, la trattativa si è spostata soprattutto sulla valutazione economica dell’immobile. Il Comune ha avviato la procedura per ottenere dall’Agenzia delle Entrate una stima: passaggio necessario per valutare un’eventuale acquisizione pubblica. Il 7 agosto Gualtieri, intervenendo all’assemblea degli ex abitanti, ha confermato l’intenzione dell’amministrazione di proseguire su questa strada, contestando la scelta della proprietà di non consentire il rientro temporaneo. Posizione ribadita anche il 14 agosto, quando è tornato a incontrare gli sfollati. Tamponata l’emergenza abitativa, ora rimane da capire cosa ne sarà di Spin Time e il futuro dell’immobile
Il primo scenario è quindi quello di una trattativa che prosegua sulla compravendita, il cui esito dipenderà dalla possibilità di trovare un punto di convergenza tra la valutazione della proprietà e quella dell’amministrazione.
Nel caso di un’acquisizione pubblica, però, la destinazione dell’immobile non coinciderebbe automaticamente con il ritorno alla situazione precedente allo sgombero: lo stabile dovrebbe essere sottoposto agli interventi necessari per ottenere le condizioni di sicurezza e agibilità richieste. Resterebbe quindi da definire quali parti dell’edificio potrebbero essere destinate all’abitare, con quali tempi e secondo quali criteri, e quale spazio avrebbero le attività sociali e culturali di Spin Time.
Sarebbe una soluzione che richiederebbe considerevoli risorse che, se investite diversamente, e qui un possibile secondo scenario, potrebbero produrre soluzioni di maggior beneficio. Non sarebbe solo una questione di costi, ma anche di modello. La prima strada punta a conservare l’esperienza nel luogo in cui è nata; la seconda potrebbe provare a moltiplicarne le funzioni, distribuendole nel rione e legandole maggiormente al patrimonio e al territorio.
Nei prossimi mesi tali questioni torneranno a incrociarsi ponendo un nodo fondamentale non solo per l’Esquilino, ma per tutta Roma: come trasformare la mobilitazione in una politica abitativa e urbana capace di produrre risultati equi e duraturi.
Dal 25 agosto, un presidio, spostato sul marciapiede, ha mantenuto viva la vertenza: sono stati allestiti sette gazebo per il festival ‘C’è ancora Spin Time’, con la chiusura al traffico della strada nei fine settimana. Questo fino al 20 settembre, all’indomani della manifestazione che ha attraversato il rione rilanciando la mobilitazione sul diritto all’abitare e sul futuro di Spin Time.
È stata una manifestazione che ha dato alla vertenza una dimensione più ampia di quella del singolo edificio. Il corteo, seguendo un lungo e insolito percorso, ha attraversato Roma come una rivendicazione di spazio, ma anche di diritto alla città. In testa, un camion esponeva chiavi di cartone e lo striscione “Il tempo di Spin Time è ora”; dagli altoparlanti, uno slogan che ne sintetizzava il senso: “Roma non è in vendita”.
Anche sui numeri il corteo ha mostrato quanto sia difficile separare la cronaca dalla contesa politica: le circa 5mila persone stimate inizialmente dagli organizzatori sono diventate, a fine percorso, le decine di migliaia rivendicate dalla rete promotrice, fino alla cifra di 50 mila indicata in una nota. Più che dal conteggio, però, la portata della mobilitazione è raccontata dalla composizione del corteo: al netto di alcune defezioni dell’ultima ora, centinaia di sigle tra movimenti sociali, sindacati, associazionismo cattolico, terzo settore, studenti e migranti hanno aderito.

Nel frattempo, alcuni cittadini contrari alla permanenza di Spin Time sia all’interno che all’esterno dello stabile hanno presentato una diffida chiedendo verifiche sulle autorizzazioni e sui titoli relativi alla disciplina del traffico e la revoca della chiusura della strada. Contestazioni che si inseriscono nel più ampio confronto sull’utilizzo dello spazio pubblico e sulle iniziative organizzate nell’area.
La vicenda Spin Time è dunque ancora in pieno divenire e saranno le scelte dei prossimi mesi a definirne l’esito. Sul tavolo ci sono diverse possibilità, dalla soluzione legata all’immobile alla ricerca di nuovi spazi per le attività. Resta da capire quale strada sceglierà l’amministrazione e quale peso avranno le esigenze abitative delle famiglie e il valore delle attività sociali e culturali sviluppate negli anni. Poi ci sono la strada, i gazebo e i posti auto. E, a Roma, si sa, trovare un equilibrio tra le persone e le auto è spesso la parte più difficile della partita.
