Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-nov 2026 – numero 6 – pagina 4)
In tredici anni, intorno a Spin Time si è formata una rete che va ben oltre gli abitanti del palazzo e i movimenti per il diritto all’abitare. Una rete che, quando è arrivato il momento dell’emergenza, si è mossa quasi naturalmente.
Dopo l’incendio e il sequestro dello stabile, oltre 200 associazioni hanno espresso il proprio sostegno. Tra le prime a intervenire c’è stato il Polo Civico, che ha attivato la prima accoglienza, aperto le proprie porte e avviato il progetto Casa Esquilino, grazie al quale dieci nuclei con bambini hanno trovato ospitalità temporanea nel Rione. E insieme al Polo Civico si sono mosse moltissime realtà del quartiere – impossibile elencarle tutte senza correre il rischio di dimenticarne qualcuna – che nelle settimane successive hanno portato pasti, vestiti, beni di prima necessità, assistenza e attività per le persone rimaste fuori dal palazzo.
La mobilitazione ha coinvolto anche il mondo della cultura e dell’informazione. Tra i firmatari degli appelli a sostegno degli abitanti ci sono tra gli altri Francesca Archibugi, Marco Bellocchio, Francesca Comencini, Leonardo Di Costanzo, Matteo Garrone, Sabina Guzzanti, Nicola Lagioia, Ken Loach, Pietro Marcello, Mario Martone, Susanna Nicchiarelli, Cristian Raimo, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Carlo Verdone. Guzzanti, nel 2021, aveva già raccontato Spin Time nel documentario Spin Time – Che fatica la democrazia!, girato all’interno del palazzo.
Nelle settimane successive hanno portato la propria solidarietà, tra gli altri, Roberto Saviano, Zerocalcare, Ascanio Celestini, Ditonellapiaga, Anna Foglietta, Silvia Gallerano, Paola Turci, Leo Gassmann, Francesca Albanese e Jeremy Corbyn.
È una rete difficile da ricondurre a una sola appartenenza: associazioni, artisti, intellettuali, sindacati, realtà del terzo settore, giornalisti e semplici cittadini. Una parte ha condiviso la storia e le battaglie di Spin Time; un’altra si è mobilitata soprattutto davanti all’emergenza di centinaia di persone rimaste senza casa.
E anche la storia di quel palazzo ha superato i confini del quartiere. Della vicenda si sono occupate le principali testate italiane, ma anche media internazionali, tra cui Al Jazeera, The Guardian, Le Monde ed Euronews.
Non è una prova che Spin Time avesse ragione su tutto. È però un indizio, il segno che in quel palazzo è accaduto davvero qualcosa.
Lo ha raccontato anche Don Mattia Ferrari, membro di Spin Time Labs e cappellano di Mediterranea Saving Humans, in un’intervista a Il cavallo e la torre. I risultati raggiunti, ha spiegato, “sono nati dal basso”, grazie all’impegno degli attivisti e dei volontari di Spin Time e dell’Esquilino, delle associazioni, della scuola, dello sport e del Polo civico che li riunisce. “Un patrimonio”, ha sottolineato, “dal valore inestimabile”, perché ha cambiato la vita di molte persone e che, proprio per questo, “è un dovere di tutti quanti noi preservare e fare in modo che possa crescere, possa continuare a crescere all’Esquilino e possa continuare a crescere ovunque”.
