Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2026 – numero 5 – pagina 22)
C’è un pezzo di Esquilino che, per esigenze di produzione, è finito a centinaia di chilometri da Roma, tra le montagne del Trentino. Succede nel cinema, in Greta e le Favole Vere, il nuovo film diretto da Berardo Carboni, scritto insieme a Valeria Giasi e Fabio Di Ranno, che arriverà al Giffoni Film Festival come evento speciale prima dell’uscita nelle sale prevista per il 6 agosto.
La storia racconta le avventure della piccola Greta, una bambina che, ispirata dall’esempio di Greta Thunberg, decide di liberare un’orsetta polare tenuta in cattività da due improbabili bracconieri. Un racconto per famiglie che intreccia favola contemporanea, avventura, animazione e temi ambientali.
Ma per chi vive nel rione Esquilino c’è un dettaglio che rende il film particolarmente interessante, una delle scene centrali della storia è infatti ambientata al mercato Esquilino. È lì che prende forma il rapporto tra i due giovani protagonisti, un momento in cui la loro amicizia comincia davvero a consolidarsi.
Eppure quelle immagini non sono state girate nel mercato di via Principe Amedeo.
Per esigenze produttive, alcune delle ambientazioni previste dalla sceneggiatura non poterono essere realizzate nei luoghi originariamente immaginati. Così la produzione, impegnata tra Roma e Trentino-Alto Adige, trovò una soluzione alternativa: ricostruire il mercato Esquilino in un set allestito in Trentino.
Un piccolo paradosso cinematografico. Una delle immagini più riconoscibili e identitarie del rione è stata ricreata lontano da Roma, come il Polo Nord previsto nella sceneggiatura veniva a sua volta ‘trasferito’ sulle montagne trentine grazie anche al sostegno della Film Commission locale.
Eppure l’Esquilino rimane al centro dell’immaginario degli autori.
Fabio Di Ranno e Valeria Giasi vivono infatti nel rione da oltre vent’anni. La loro vita professionale e familiare si è sviluppata tra queste strade, dove hanno costruito relazioni, amicizie e una quotidianità che inevitabilmente finisce per entrare nelle storie che raccontano.
«È la vita che passa sotto gli occhi», spiegano. Una realtà «multiforme e multicolore», dove culture, lingue e sensibilità diverse convivono ogni giorno e diventano materia narrativa quasi senza accorgersene.
L’Esquilino non è soltanto il luogo in cui abitano, è un osservatorio privilegiato sulla contemporaneità. Un rione che alimenta personaggi, dialoghi e situazioni e che, in questo caso, è entrato direttamente dentro il film.
Con Greta e le Favole Vere, Di Ranno e Giasi provano anche a proporre un’idea diversa di cinema per ragazzi. Non un semplice intrattenimento, ma un racconto popolare capace di affrontare temi attuali senza trasformarsi in una lezione.
Un film che sollecita le coscienze senza essere paternalistico, provando a essere diverso dalle commedie che si trovano comunemente nelle sale.
L’obiettivo non è impartire insegnamenti ma raccontare una storia. Attraverso la figura di Greta Thunberg e lo sguardo della giovane protagonista, il film suggerisce che anche i più piccoli possono avere un ruolo nel cambiamento e che vale sempre la pena tentare di incidere sulla realtà.
Forse non è un caso che questa storia sia nata proprio all’Esquilino. Un luogo che da sempre vive di incontri, differenze e contaminazioni e che, anche quando viene ricostruito in un set a centinaia di chilometri di distanza, continua a riconoscersi sullo schermo.
