Articoli recenti

Vedi anche

Le terrazze dell’Esquilino da spazio comune a bene della comunità

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2026 – numero 5 – pagina 19)

Si tratta di un segreto relativo, in quanto molti esquilini saranno almeno in parte a conoscenza di quello che sto per raccontare, ma vale la pena rammentarlo per ricordare lo spirito con cui tutto ciò prese forma, diversi anni fa.

Il tutto ebbe inizio quando in un condominio di piazza Dante, il formidabile (al dire di tutti) signor Silvio David, si oppose alla vendita di una piccola porzione della terrazza condominiale a un altro condòmino. Questo è un bene comune, non può essere appropriato, fu la sua posizione. Per dare ulteriore forza a questo messaggio, i condòmini, che accolsero il suo punto di vista, iniziarono a sviluppare questo loro bene comune riconoscendone il suo vero valore. Così alcuni condòmini misero e curarono le piante, altri si impegnarono ad attrezzarlo con gazebi, sedie, e tutto il necessario per renderlo accogliente e fruibile da parte di tutti gli abitanti del palazzo. Anche colui che aveva desiderato acquistare una parte del terrazzo si unì con entusiasmo alla gestione condivisa, divenendo l’artefice della splendida riserva botanica che ancora oggi impreziosisce quello spazio.

Nel tempo, le iniziative propagate da questo gruppetto sono aumentate e, spinte da un desiderio di comunità e spesso trainate (soprattutto dal signor Silvio), giunsero alle orecchie di vicini, parenti, amici, abitanti del quartiere e non solo. Oltre agli eventi conviviali, ci furono concerti spontanei, presentazioni di libri, scambi culinari (pare ci sia stato anche un contest per la migliore pasta e fagioli) culminando – a un certo punto – in un piccolo festival di presentazione di documentari da parte di alcuni noti documentaristi. A tale ultima iniziativa venne addirittura dato un nome piuttosto orecchiabile – Quindicinema – che prende spunto dal numero civico del palazzo. A questo ‘festival’ condominiale di regola partecipava il regista, l’attore o altro creatore dell’opera. Ebbe un notevole successo grazie a uno straordinario passaparola, sorretto dall’entusiasmo dei condòmini, fieri di quello che erano riusciti a creare insieme. Il tutto senza chiedere alcun contributo economico ai partecipanti, anche se si accettavano volentieri offerte di altro genere, quali bottiglie di vino, cibi a tema e simili, da condividere con tutti i presenti.

Con l’avvento del lockdown, il terrazzo condominiale rappresentò una grande salvezza alla portata di tutti – anche se non era più possibile invitare esterni e organizzare eventi strutturati, lo spazio fu essenziale in termini sia di svago che di sfogo per i residenti, al fine di godersi l’aria aperta e socializzare in sicurezza (sempre mantenendo le dovute distanze). L’apice si raggiunse con un coro spontaneo di solidarietà con cui il gruppo rallegrò la piazza circostante, che rispose a tono – così ricorda il condòmino Riccardo, esquilino da 15 anni.

Perché vi racconto tutto questo? Perché questo delizioso condominio e il suo bene comune hanno dato vita ad altre iniziative nel nostro rione. Anche se, mi racconta Riccardo, ormai gli eventi condominiali sono molto ridotti, questo primo progetto ha generato numerose attività analoghe organizzate da esquilini sui loro terrazzi condominiali o anche all’interno delle loro abitazioni. Poco dopo essermi trasferita nel rione all’inizio del 2023, una mia amica residente nel quartiere Ostiense mi chiamò per dirmi che, grazie sempre al mitico passaparola esquilino, si trovava sul terrazzo di qualcuno a un concerto di Mariachi messicani a pochi passi da casa mia. Altri mi hanno parlato di una signora che offriva ad alcuni fortunati invitati concerti di musica classica all’interno del suo appartamento.

È pur vero che il periodo del Covid aveva stimolato un senso di comunità che forse negli anni successivi si è affievolito man mano che siamo tornati ai ritmi quotidiani più serrati. Riccardo lamenta la relativa recente inattività del loro condominio e spera di riuscire ad appellarsi nuovamente allo spirito collettivo e al desiderio di condivisione che aveva dato vita a tutto questo in origine. Nel frattempo però, giungono a volte notizie, non confermate, di iniziative simili che possiamo solo sperare continuino a propagarsi. Chissà che io non riesca, finalmente, a conoscere il misterioso pianista nella mia via per cercare di convincerlo/a a esibirsi per noi? Fatevi avanti orsù!