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Giro del mondo all’Esquilino tra dolci di fine anno

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre gen-mar 2026 – numero 3 – pagina 23)

Le festività di fine anno rappresentano ovunque un momento di condivisione, convivialità e buon cibo. Tra i protagonisti delle tavole imbandite i dolci tradizionali custodiscono storie antiche, influenze culturali e ingredienti tipici di ogni territorio. Viaggiare attraverso i dessert delle feste significa entrare nel cuore delle tradizioni familiari e sociali, oltre a osservare come ciascun popolo celebra la chiusura di un ciclo e accoglie il nuovo anno. L’Esquilino è uno dei luoghi dove più convivono, nei negozi e nelle case, tradizioni di tutto il mondo.

Panettone e Pandoro sono senza dubbio le star delle tavole italiane e non hanno bisogno di presentazioni. Restando, invece, nella tradizione locale menzioniamo il Panpepato, dolce romano dalla forma bassa e circolare, fatto con frutta secca, miele, scorza d’arancia, canditi, cacao e spezie; così come il Pangiallo, decisamente più dolce rispetto al primo e preparato già dagli antichi romani in occasione del solstizio d’inverno come segno di buon auspicio per festeggiare la rinascita del sole. Mi concedo, ora, un salto nella mia terra d’origine, il Salento, solo per citare Purceddhuzzi (gli struffoli della tradizione napoletana), Cartellate, Mustazzoli e Pesce in pasta di mandorle.

Spostandoci in Francia troviamo la Bûche de Noël, un tronchetto nato nelle pasticcerie ottocentesche che richiama il ceppo di legno acceso nelle case contadine durante le festività. In Germania invece domina lo Stollen, un pane dolce arricchito con frutta candita, spezie e marzapane, la cui forma allude al Bambin Gesù avvolto nelle fasce.

In Spagna è il Turrón il re delle feste, nelle varianti morbide o dure a base di mandorle, miele e zucchero. In Portogallo, invece, il Bolo Rei, una ciambella colorata di frutta candita e secca.
Negli Stati Uniti si celebra l’inverno con Pumpkin Pie e Pecan Pie. In Messico, i Buñuelos – frittelle croccanti ricoperte di zucchero e cannella – sono serviti alla fine delle processioni religiose. In Brasile, la Rabanada, pane dolce fritto, porta con sé un senso di semplicità e calore familiare.

In Asia il panorama è variegato. In Giappone, il Capodanno è scandito dal Mochi, simbolo di prosperità e lunga vita: sia nella forma cerimoniale del kagami mochi sia in quella più golosa del daifuku. Nelle Filippine, la Bibingka, una torta di riso cotta tra foglie di banana, profuma le strade nelle notti che precedono il Natale. In India, ci si addolcisce con i Gulab Jamun, morbide palline fritte immerse in uno sciroppo aromatico al cardamomo.

Nel Medio Oriente e nel Nord Africa domina un equilibrio raffinato tra spezie e dolcezza. In Marocco le Chebakia, intrecciate e ricoperte di miele, uniscono estetica e sapore. In Libano i Ma’amoul, biscotti ripieni di datteri, pistacchi o noci, raccontano la tradizione artigianale delle famiglie che li preparano insieme nelle giornate che precedono le celebrazioni.

La Pavlova, nata tra Australia e Nuova Zelanda, con la sua meringa leggera e croccante fuori, soffice all’interno, arricchita da panna montata e frutta fresca è perfetta per la stagione calda delle festività natalizie a quelle latitudini.

Una menzione particolare, infine, per i dolci tradizionali del Capodanno cinese: simboli di fortuna, armonia e buon auspicio. Il più iconico è il Nian Gao, una torta di riso dal sapore dolce e dalla consistenza compatta. Il suo nome richiama l’idea di crescita e ascesa, ed è per questo considerato un dolce portafortuna. Accanto a questo, ritroviamo i Tang Yuan, morbide palline di riso servite in una zuppa dolce che, con la loro forma sferica, rappresentano la completezza e la riunione familiare.

Esplorare i dolci di fine anno significa compiere un viaggio attraverso gusti, profumi e storie. Ogni Paese interpreta il desiderio di celebrare la festa con un tocco di dolcezza, trasformando le ricette in simboli identitari. Il dolce porta con sé lo spirito delle feste: un ponte che unisce passato e futuro, tradizione e novità, in un unico irresistibile assaggio.

Adesso invito voi ad ampliare e arricchire questo elenco non esaustivo, descrivendo e raccontando via mail i dolci festivi delle vostre regioni e Paesi d’origine o, semplicemente, quelli che più amate e vi fanno fare un viaggio come quello che abbiamo appena fatto ‘in giro per il mondo’, esplorando il nostro rione, così ricco e diversificato. Buone Feste!