Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-dic 2025 – numero 2 – pagina 16)
Per i platani di via Merulana l’allarme è passato, ma resta l’attenzione sulle condizioni di salute di questi giganti buoni del nostro rione. Molti ricorderanno che tre anni fa, in piena estate, il 10 agosto 2022, era crollato un platano alto quasi otto metri, sfiorando passanti e veicoli. L’albero era risultato attaccato da un fungo. Dopo le verifiche disposte dal Comune e l’abbattimento degli esemplari malati, la strada era stata messa in sicurezza e buona parte dei platani sono stati salvati. Il crollo aveva messo in evidenza la fragilità delle alberature urbane e la necessità di una cura costante.
I grandi platani di via Merulana da più di un secolo accompagnano i passi degli abitanti lungo il viale che unisce Santa Maria Maggiore a San Giovanni in Laterano. Non sono solo alberi: sono vere e proprie infrastrutture verdi, con funzioni ecologiche, paesaggistiche e identitarie.
Alla fine dell’Ottocento, quando Roma divenne capitale, via Merulana fu concepita come grande asse urbano di collegamento. I platani piantati lungo il viale ne divennero subito segno distintivo, un simbolo del rione e del rinnovamento urbanistico della Roma postunitaria, capace di coniugare funzionalità ed estetica. Oggi i platani continuano a garantire un ombreggiamento costante su una strada ampia ed esposta, mitigano l’isola di calore urbano, riducono lo stress termico per pedoni e ciclisti e migliorano il comfort acustico e visivo in un contesto ad alto traffico.
Accanto a questi benefici, emergono criticità importanti. Negli ultimi anni, come già ricordato, alcuni esemplari hanno manifestato deperimenti e sintomi di infezioni fungine. La minaccia più grave è il cancro colorato del platano (Ceratocystis platani), patologia contro la quale è obbligatorio intervenire, come prevede il decreto ministeriale del 29 febbraio 2012, che impone regole severe: potature con strumenti sterilizzati, smaltimento controllato dei residui, monitoraggi periodici. A questo si sommano altri fattori di stress: compattazione del suolo, spazi radicali insufficienti, vicinanza di reti e infrastrutture interrate. Queste condizioni aumentano la vulnerabilità a patogeni presenti nel terreno, come l’Armillaria.
Per contrastare tali criticità, il Regolamento capitolino del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale indica una serie di interventi prioritari per gli alberi urbani: ampliamento delle aiuole, utilizzo di substrati drenanti, irrigazione di soccorso in estate e, dove necessario, sostituzioni programmate con specie compatibili.
Nel tratto tra via Labicana e largo Brancaccio troviamo 98 platani, di cui 17 sono stati piantati nel 2024. Gli altri, secolari, sono ormai alberi di prima grandezza. Ma lo spazio loro destinato è del tutto inadeguato: 35 si trovano in aiuole di appena 1,5 x 1,5 m all’interno dei parcheggi, anche se ci sarebbe lo spazio per ampliare l’area di pertinenza dell’albero; 62 hanno a disposizione aiuole di circa 2 x 2 m lungo i marciapiedi, mentre il Regolamento del Verde di Roma Capitale prescrive almeno 6 metri quadrati di terreno libero. Infine, un albero senza aiuola è collocato direttamente nell’asfalto di fronte all’ingresso del supermercato Conad.
Questi dati mostrano quanto sia fragile la convivenza tra alberi monumentali e città densa. I platani di via Merulana non sono semplici elementi d’arredo urbano, ma costituiscono una rete ecologica, storica e multifunzionale, con effetti sul microclima, sull’armonia del paesaggio e sull’identità collettiva. Rappresentano un vero tesoro per l’ambiente, il clima urbano, il paesaggio e la cultura del quartiere. La loro tutela richiede monitoraggi periodici, una gestione fitosanitaria rigorosa e interventi mirati alla riqualificazione del suolo. Senza queste azioni si rischia di perdere non soltanto singoli alberi, ma l’identità stessa di un viale che da oltre un secolo definisce il volto del rione.
A Roma, che è una delle città più verdi d’Europa, il platano e il pino domestico sono le specie più rappresentate, ciascuna con una percentuale dell’11-12%, con una leggera prevalenza del platano (14.000 esemplari circa). Il platano accompagna la cultura mediterranea da millenni. Già nella Grecia classica era considerato albero simbolico, presente nelle piazze, nei luoghi pubblici e nella mitologia. I Romani ne ereditarono l’uso dai Greci e lo diffusero in tutto l’impero, sia negli spazi urbani che nei giardini privati. Un successo dovuto alle caratteristiche botaniche del platano, che lo rendono adattabile e facilmente riconoscibile: crescita rapida, capacità di raggiungere i 40 metri di altezza e sviluppare chiome fino a 16 metri di diametro. La corteccia chiara si sfalda in placche, i rami sono imponenti, le foglie palmato-lobate offrono ampia ombra. La fioritura avviene in aprile-maggio, mentre i frutti – piccoli acheni riuniti in capolini sferici – maturano tra giugno e ottobre e si disperdono col vento.
di Admon Alhabib
