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Nuovo Mercato Esquilino verso il cambiamento

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre gen-mar 2026 – numero 3 – pagina 1,2)

Un quarto di secolo dopo che il mercato di Piazza Vittorio si è trasferito al coperto, si profila una scossa: nei primi mesi del 2026, salvo proroghe, saranno rimesse a gara con bando pubblico tutte le licenze dei banchi, in applicazione della direttiva Bolkestein. Tra gli oltre 180 banchi del Nuovo Mercato Esquilino c’è apprensione.
Ci si domanda se il cambiamento sarà gestito consultando prima la AGS Mercato Esquilino, l’associazione degli operatori del mercato (ex cooperativa Co.Ri.Me), e le diverse componenti del rione. Il Primo Municipio conferma, del resto, di avere già acquisito dalla AGS alcune indicazioni in merito all’organizzazione degli spazi e dei banchi.
Il Primo Municipio ha infatti previsto, entro la fine del 2025, il varo del ‘Piano del commercio su area pubblica’, operazione di vasta portata che riguarda mercati coperti e bancarelle su strada e che coinvolge ovviamente anche il Nuovo Mercato Esquilino.
Il bando dovrà, da una parte, evitare la perdita del lavoro per le realtà più meritevoli che da anni fanno parte del Nuovo Mercato Esquilino, dall’altra, dovrà assicurare un ricambio che premi la qualità e l’innovazione, sia merceologica che organizzativa.
Sarà una scossa salutare? Il Nuovo Mercato Esquilino presenta problemi urbanistici, igienici e di sicurezza che vanno affrontati e risolti. Se ne era già occupato diffusamente nel 2023 Il Cielo Sopra Esquilino.*
Anche se il mercato attrae migliaia di acquirenti, provenienti anche da altre zone di Roma (non solo privati cittadini, ma anche ristoratori e ambasciate), piovono proteste per lo stato in cui versa. E pensare che, invece, potrebbe essere non solo un magnifico mercato ricco di colori e sapori, ma anche un presidio di socialità e cultura materiale, nel rispetto della sua tradizione e senza cedimenti alla gentrificazione.

I problemi da risolvere

Molti ricorderanno che nel 2021 la scarsa igiene aveva provocato la chiusura del reparto alimentare. Prima ancora, nel 2016, era stato chiuso perché i gabinetti pubblici non erano a norma e non garantivano sufficienti livelli di igiene. Nel reparto alimentare ci sono stati, negli anni, numerosi sopralluoghi e sequestri, con interventi di Asl, Nas e Forze dell’Ordine.
In vista della rimessa a gara delle licenze, già si prevede che la struttura interna sarà riqualificata e ripulita. Secondo fonti del Primo Municipio, gli spazi di due ex banchi non alimentari saranno utilizzati per gli uffici anagrafici, dato che gli uffici di via Goito verranno chiusi, mentre quelli di altri tre o quattro banchi già dismessi saranno riservati a magazzino per poter riporre tutti gli ingombri che hanno sempre invaso i corridoi del mercato. Basta pensare che nemmeno l’Ama ha mai avuto un ripostiglio.
Nonostante tutti gli accessi al mercato siano dotati di videocamere, aggiuntive rispetto a quelle della Polizia Municipale, sia gli ingressi esterni che i marciapiedi sono spesso ingombri di rifiuti e di scarti di cibo, e diventano luogo di bivacco e di traffici illegali.
Un altro problema è il compattatore per i rifiuti organici del mercato, che emana inevitabilmente rumori e odori sgradevoli. La struttura si trova all’aperto, dietro al mercato, al confine con il giardino di Piazza Pepe, ed è coperta solo da un tettuccio leggero a protezione dalle intemperie. L’area attigua, confinante con la centrale Areti, è intasata da materiale di risulta e di scarto. Un classico ‘non luogo’ per il quale da tempo si chiede un intervento risolutivo.
C’è poi il problema del parcheggio dei camion (vedi box). Per un errore di progettazione, il parcheggio sotterraneo, collegato dall’interno direttamente al mercato, non permette l’ingresso dei camion: l’accesso esterno (da via Giolitti) è troppo basso. Di conseguenza i camion parcheggiano su strada, il carico e scarico merci è effettuato con i carrelli e a mano dall’esterno, mentre il parcheggio sotterraneo è stato trasformato in sosta a pagamento per le auto private. La situazione si è aggravata, nell’ultimo periodo, in conseguenza della presenza dei ponteggi del cantiere dell’edificio della ex Zecca, che hanno invaso il marciapiede e metà della carreggiata di via La Marmora e di via Principe Umberto, proprio di fronte all’ingresso del mercato.
Una situazione assurda, segnalata infinite volte. Una delle proposte avanzate per risolvere il guaio è quella di organizzare una sorta di hub, in collaborazione con i Mercati Generali, in modo che possa esserci uno scambio merci dai camion grandi a una flotta di piccoli mezzi di trasporto, magari elettrici, per le consegne al Mercato Esquilino.

*Vedi l’articolo Luci e ombre sul mercato di Maria Grazia Sentinelli, Il Cielo sopra Esquilino (n.48 -lug-ago 2023 – pagine 1,2,3)

Dove si incontrano bancarelle e università

Con la chiusura, il 15 settembre 2001, dei banchi all’aperto a Piazza Vittorio, il Nuovo Mercato Esquilino si è installato nei locali delle ex caserme Pepe e Sani.

  • Il mercato ha una superficie di 8.000 metri quadri e quattro ingressi: vi si può accedere da via Principe Amedeo, via Mamiani, via Turati e via La Marmora.
  • Gli orari di apertura sono:
    lunedì, mercoledì e giovedì dalle 05:00 alle 15:00
    martedì, venerdì e sabato dalle 05:00 alle 17:00
  • Vi operano con licenza 54 banchi non alimentari (33 italiani e 21 stranieri), 133 banchi alimentari (72 italiani e 61 stranieri). Probabilmente ci sono anche venditori non in regola.
  • E’ un mercato multietnico, con più di 500 lavoratori, tra italiani, bangladesi, sudamericani, cinesi, egiziani, rumeni e un polacco.
  • Molti proprietari delle licenze, che risalgono all’ex mercato all’aperto, nel tempo, anche per motivi di età, hanno affittato i banchi.
  • Nel cortile del Nuovo Mercato Esquilino, in via Principe Amedeo 184, ogni sabato dalle 16:00 alle 18:00, l’associazione Refoodgees recupera cassette invendute e distribuisce gratis a chi la vuole la frutta e la verdura selezionata.
  • Nella stessa ex caserma del mercato, in via Principe Amedeo 184, c’è il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma 3 con aule di studio, aula magna, studenti.
  • Nel cortile interno del mercato (parte non alimentare), c’è il Giardino di Confucio, gestito da Respiro Verde Legalberi, un tesoro nascosto aperto a tutti. Il piccolo bar interno purtroppo attualmente è chiuso, ma si spera riaprirà.

Stop al parcheggio irregolare dei camion

Dopo le molte segnalazioni dei residenti e la direttiva di giunta emanata a fine luglio dal Primo Municipio, la Polizia Locale, con una determinazione del 10 ottobre scorso, ha dato seguito alla revisione delle soste su via La Marmora, via Principe Umberto e l’area pedonale antistante via Guglielmo Pepe.

Per i camion la nuova disciplina è così organizzata:

su via Lamarmora: Carico/scarico merci solo dalle 05:00 alle 18:00 (max 30 minuti); Divieto di sosta e rimozione dalle 18:00 alle 05:00;

su Via Principe Umberto e sullo slargo di Via Pepe: Divieto di sosta 0/24;

C’è da sperare che l’iniziativa elimini l’ingombro diurno e notturno e agevoli il passaggio dei pedoni, una volta installata la segnaletica su strada. Potrà funzionare se saranno organizzati adeguati controlli (specialmente la mattina). Meglio le multe che le rimozioni, che creano grandi problemi di traffico nel quadrante (rimuovere un camion in quelle strade strette non è cosa banale).

Soprattutto nelle ore pomeridiane e notturne su via La Marmora la presenza irregolare degli automezzi – sottolineava la direttiva della giunta municipale – ‘impedisce la visibilità dei marciapiedi creando una situazione che genera insicurezza per i residenti e favorisce lo svolgersi di attività illecite’.

Lo stesso divieto già vige anche sul tratto di via Giolitti limitrofo al mercato. Ma la segnaletica è stata divelta, con tutte le conseguenze del caso: si parcheggia (e non si multa).

Emma Amiconi
Emma Amiconi
Esquilina convinta da svariati decenni, predilige l’impegno per il lato positivo. Si occupa di cittadinanza democratica e non solo per lavoro.