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L’escalation neofascista

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre gen-mar 2026 – numero 3 – pagina 18)

Negli ultimi mesi il cuore dell’Esquilino è diventato il centro di un’escalation di violenze neofasciste: aggressioni dopo i cortei, raid contro attività commerciali, intimidazioni a passanti e residenti. Episodi che vanno da via Lanza a via dello Statuto e a via Napoleone III, dove la presenza organizzata di militanti neofascisti continua a produrre tensione e paura. I fatti parlano chiaro.

Il 16 settembre, al rientro dal corteo per Gaza, alcuni manifestanti sono stati aggrediti in via Lanza da un gruppo con caschi e coltelli: due giovani sono finiti in ospedale.
Pochi giorni prima, nella stessa strada, un uomo di origine africana era stato colpito alle spalle da alcuni ragazzi che sono poi fuggiti inneggiando al Duce.

Il 4 ottobre è toccato al Bar allo Statuto: una trentina di neofascisti ha sfondato la porta, urlato cori come «Faccetta nera» e aggredito un dipendente.

Il 24 ottobre il giornalista Alessandro Sahebi è stato minacciato e spintonato davanti al Teatro Brancaccio perché indossava una felpa antifascista.

Di fronte a questa situazione, il 5 e 6 novembre gli abitanti dell’Esquilino sono scesi in piazza contro la ‘violenza fascista a Roma’ e per chiedere la chiusura di CasaPound, punto di riferimento per l’estrema destra romana e nazionale che occupa lo stabile in Via Napoleone III.
CasaPound ha risposto accusando gli organizzatori di essere ‘pezzenti democratici’ e rivendicando una presunta legittimità territoriale. Gli organizzatori hanno replicato senza esitazioni:
«L’Esquilino è e resterà antifascista. Non arretreremo di un passo. Solo uniti si può vincere».

In un quartiere dove si intrecciano culture, fragilità e resistenze, la battaglia non è simbolica: è concreta. È la rivendicazione dello spazio pubblico, della libertà di camminare per strada senza paura, dei valori democratici che fondano la Repubblica. E che l’Esquilino, oggi più che mai, vuole difendere.