Esquilino – Il giornale del rione (trimestre gen-mar 2026 – numero 3 – pagina 22)
L’inverno all’Esquilino beneficia di una suggestione particolare in cui le luci si accendono sui palcoscenici e il rione si trasforma quasi in un piccolo distretto teatrale ricchissimo di offerte. Vivere qui regala il privilegio di poter scegliere se ascoltare una grande aria pucciniana o lasciarsi travolgere da un musical, semplicemente attraversando la strada.
Dopo l’autunno ricco di debutti e prime, la stagione entra ora nel vivo con cartelloni che invitano alla scoperta, non occorre citare ogni data ma basta qualche titolo per capire che anche quest’anno il nostro rione ci regala emozioni da prima fila.
Al Teatro dell’Opera di Roma, la nuova stagione Doppio sogno prosegue con alcuni appuntamenti che da soli basterebbero a definire l’inverno musicale della capitale. Si parte con La Bohème di Puccini, un grande classico che a gennaio torna al Costanzi. A febbraio la scena si illumina con La Bayadère, capolavoro del grande repertorio classico del balletto, e poi con l’opera Inferno di Lucia Ronchetti, una prima esecuzione assoluta della versione italiana commissionata proprio dal Teatro dell’Opera di Roma, un viaggio visionario nella Divina Commedia. A marzo arrivano Ariadne auf Naxos di Richard Strauss e il concerto Alla corte dei re di Francia. Musiche per Versailles, un salto barocco nella corte del Re Sole. E per gli amanti della danza contemporanea c’è il travolgente trittico firmato Neumeier / Godani / Millepied. Il Costanzi svela i suoi tesori nel silenzio elegante di piazza Beniamino Gigli.
Pochi passi più in là, in via Merulana, il Teatro Brancaccio si conferma tempio dell’intrattenimento popolare e raffinato insieme. L’inverno si apre con racconti, comicità e storie vere: c’è l’inchiesta teatrale L’uomo sbagliato di Pablo Trincia, poi il nuovo spettacolo di Marco Travaglio, e quello di Beatrice Arnera. Il palco si accende di musica e grandi produzioni con Anastasia – Il Musical e, più avanti, con La Divina Commedia – Opera Musical. Tra febbraio e marzo ritornano i grandi protagonisti dell’intrattenimento, da Vincenzo Salemme al professor Vincenzo Schettini fino a Max Angioni, passando per gli Oblivion e Barbascura X. E per chi cerca la meraviglia arrivano i The Mobilés con Moving Shadows – Our World, per i più piccoli invece l’attesissimo Topo Gigio – Il Musical. Un’esplosione di entusiasmo, suggestioni, ironia e libertà per accendere l’inverno.
Al Teatro Ambra Jovinelli in piazza Guglielmo Pepe, il palcoscenico continua a raccontare la società con intelligenza e profondità. A gennaio si inizia con Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, poi La guerra com’è con Elio Germano e Teho Teardo, l’Amleto² di e con Filippo Timi, e Migliore di Mattia Torre con Valerio Mastandrea. L’inverno prosegue poi con titoli che alternano eleganza e introspezione: A casa tutti bene di Gabriele Muccino con Giuseppe Zeno e Anna Galiena, ART diretto e interpretato da Michele Riondino, People, Places & Things con Anna Ferzetti e a fine marzo l’attesa Odissea con Stefano Accorsi. Una stagione che affianca grandi nomi a sguardi contemporanei, con quella vocazione all’eleganza popolare che da oltre un secolo contraddistingue questo teatro.
E poi c’è il Teatro Basilica, in piazza di Porta San Giovanni, che con le sue cento poltroncine rosse rappresenta forse la parte più coraggiosa dell’offerta culturale del rione. Qui si sperimenta, si scrive, si rischia. La stagione 2025-26 continua con nuove drammaturgie, spettacoli che uniscono parola, corpo e musica, e progetti che dialogano con il pubblico, un luogo da scoprire, quasi un laboratorio vivo lungo i confini del nostro rione.
Proprio da qui, dal Basilica e da altre piccole realtà territoriali come la scuola Verba Volant in via Carlo Emanuele I, il Teatro Flavio in via Giovanni Mario Crescimbeni, compagnie indipendenti e laboratori di quartiere, vorremmo partire nei prossimi numeri per raccontare un teatro più vicino, fatto di persone e di passioni quotidiane. Perché non ci sono solo i riflettori dei grandi palchi, ma anche quelli più piccoli che illuminano con tenacia la scena del nostro vivere insieme.
Camminare all’Esquilino, in queste sere d’inverno, è come attraversare un’unica grande scena urbana: un rione che respira teatro, musica e parole. E in fondo, basta poco per esserne parte… un biglietto in tasca, un cappotto sulle spalle, e la voglia di lasciarsi sorprendere ancora.
di Loredana Margheriti
