Esquilino – Il giornale del rione (trimestre apr-giu 2026 – numero 4 – pagina 19)
di Loredana Margheriti
All’Esquilino c’è un luogo dove si entra senza copione e si esce con qualcosa che arricchisce la vita quotidiana: ascolto, fiducia e la capacità di costruire insieme. Verba Volant è una scuola di improvvisazione teatrale attiva a Roma da oltre vent’anni, che nel rione, in via Carlo Emanuele I, ha trovato una delle sue sedi e, soprattutto, un contesto naturale.
Durante una lunga e piacevole conversazione con Susanna Cantelmo e Alessandro Cassoni, che la guidano, è emerso immediatamente un punto fondamentale: l’improvvisazione non è una gara di battute né un esercizio di brillantezza individuale. È un’arte della relazione. ‘Non esistono idee fantastiche, ma idee semplici che insieme diventano straordinarie’, spiegano. In scena, come nella vita di quartiere, nessuno basta a se stesso, la storia prende forma solo nell’incontro.
Qui l’altro non è una semplice ‘spalla’, ma l’origine stessa di ciò che accade. Si lavora sull’ascolto e sulla capacità di accogliere la proposta di chi si ha davanti. L’errore non è un inciampo da evitare, ma una possibilità narrativa, per questo, raccontano, il primo passo è ‘disimparare’ lasciando andare rigidità e bisogno di controllo. È proprio quando cadono le protezioni che arrivano sorpresa e creatività.
E poi c’è una parola che Susanna tiene a sottolineare: ‘divertente’, non nel senso superficiale del termine, ma in quello più profondo. Divertente come qualcosa che ‘ti diverte’, ti porta altrove rispetto alle preoccupazioni quotidiane, ti rimette in movimento. L’improvvisazione, spiegano, è divertente perché libera, perché sposta, perché restituisce leggerezza senza togliere intensità.
Le classi riuniscono persone molto diverse per età e professione, ragazzi e over sessanta condividono esercizi, esitazioni e scoperte, e spesso proprio questa mescolanza diventa una risorsa. La scuola finisce per essere anche uno spazio sociale dove nascono amicizie, collaborazioni, relazioni che continuano fuori dall’aula. ‘Non cambiamo la vita delle persone, ma generiamo dei cambiamenti’, piccoli spostamenti che incidono nel modo di stare con gli altri.
A raccontarlo è anche Vittoria, all’ottavo anno di corso e residente all’Esquilino. Si era avvicinata all’improvvisazione per superare la timidezza e ‘uscire dal guscio’. Oggi parla di un’esperienza che le ha cambiato il modo di percepirsi e di relazionarsi. Non un talento da esibire, ma una sicurezza costruita passo dopo passo, nel confronto con il gruppo.
In un periodo segnato da pressione lavorativa e isolamento, questo spazio diventa per molti un luogo dove chiudere la giornata e tornare a essere creativi, senza giudizio. Non a caso l’improvvisazione entra anche nelle scuole e nei percorsi di formazione: ascolto, lavoro di gruppo, capacità di parlare in pubblico sono competenze che attraversano ambiti diversi.
La realtà che anima questi corsi è cresciuta nel tempo ‘goccia a goccia’, senza grandi finanziamenti, attraverso un lavoro costante e una rete di spettacoli e laboratori che dialogano con altri linguaggi artistici. Molti arrivano da altre zone di Roma e scoprono l’Esquilino proprio attraverso questa esperienza.
In un rione complesso e stratificato come il nostro, uno spazio che allena ad ascoltare prima di rispondere e a costruire insieme invece che imporre non è soltanto un presidio culturale, è un piccolo laboratorio di convivenza. Una realtà che offre grande ricchezza all’Esquilino.
Il trimestre in scena – aprile/giugno
Tra opera, balletto, musical, comicità e musica d’autore, la primavera teatrale all’Esquilino si presenta ricca e trasversale.
Teatro dell’Opera di Roma
La stagione lirica attraversa i grandi repertori europei con titoli di Händel, Rossini, Gounod e Verdi. In evidenza Roméo et Juliette, Tancredi e La traviata, con i costumi firmati da Valentino, in un allestimento che unisce tradizione e alta moda.
Spazio anche alla danza con la Serata Preljocaj e con Sogno di una notte di mezza estate, appuntamenti che portano sul palcoscenico l’eleganza e la forza narrativa del balletto contemporaneo e classico.
Teatro Brancaccio
Il grande palcoscenico di via Merulana alterna musical e spettacoli-evento: torna il classico Cantando sotto la pioggia, accanto alla presenza ammaliante di Dita Von Teese. Spazio anche alla musica d’autore con Roberto Vecchioni e Michele Zarrillo, alla comicità di Giorgio Panariello e al teatro brillante di Edoardo Leo.
Teatro Ambra Jovinelli
Prosegue la stagione di prosa con interpreti amati dal pubblico come Paola Minaccioni e Paolo Calabresi, tra ironia, narrazione e teatro contemporaneo.
Spazi alternativi
Continuano inoltre le attività di Binario 30 (via Giolitti) e del Teatro Basilica (San Giovanni), presìdi culturali dedicati alla nuova drammaturgia, alla sperimentazione e ai linguaggi della scena contemporanea.
