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Memorie del Giubileo del 2000, tanti ragazzi alloggiati nelle scuole del rione

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2025 – numero 1 – pagina 4)

Cosa si ferma, nei ricordi delle persone, di un Giubileo?

Me lo sono chiesto, occupandomi ormai da alcuni anni di memorie e annotando quanto questo Giubileo del 2025 si stia colmando di accadimenti straordinari, non solo per i credenti.

Nel nostro piccolo spazio, il nostro rione, cosa è rimasto del Giubileo del Terzo Millennio, quello del 2000, dopo la chiusura della Porta Santa? In quel momento, ‘regnava’, già da ben ventidue anni, papa Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla, polacco, che rimarrà sul soglio di Pietro ancora per un altro lustro.

Nel trascorrere dei mesi del Giubileo indetto da Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco, si stanno accavallando eventi che riguardano l’intero mondo.
È morto un Papa, ne è stato eletto un altro; è cambiato il Presidente della più importante nazione del mondo, gli Usa, mentre guerre spietate e genocidi indicibili hanno continuato indisturbati il loro percorso di morte.
L’attuale è un Giubileo dei due Papi, almeno per ora, entrambi non italiani, entrambi americani.

Era forse il Giubileo più simbolico perché rappresentava il raggiungimento dei duemila anni di storia del Cristianesimo.

Mi sono fermata a sentire le persone del rione, chiedendo se avessero memoria di quell’anno ormai lontano, di qualche evento particolare, di qualcosa accaduto da noi, positivo o negativo.

‘Siamo fritti! È quello che ha detto mia nonna appena è stato eletto papa Wojtyla’, commenta Fausto, che quando fu eletto papa Giovanni Paolo II, nel 1978, avrà avuto quindici anni. ‘Ma che c’entra?’, ribatto in romanesco.

I lavori di sistemazione di alcuni spazi nel nostro rione, come i giardini che costeggiano le mura di viale Carlo Felice, il nuovo sagrato della Basilica di Santa Croce, la sistemazione degli spazi nel retro della Basilica di Santa Maria Maggiore, si ricordano appena e solo su mia sollecitazione.

Si ha memoria dei gabbiotti, poco usati e poi abbandonati per anni, per controllare con il metal detector i turisti, o della fretta per finire alcuni interventi in modo raffazzonato.
D’altronde il detto ‘Roma non si è mica fatta in un giorno’ avrà pure una sua logica.
C’è il ricordo piacevole della camminata sulle mura, con lo spettacolo di Roma vista dall’alto, e il rimpianto che il nostro tratto delle fortificazioni non sia visitabile tuttora.

La memoria va soprattutto agli eventi religiosi, anche se con qualche particolarità.
Del 1° gennaio 2000, quando è stata aperta la Porta Santa di Santa Maria Maggiore, non ho trovato riscontro nelle molte persone ascoltate.

Invece dei ragazzi arrivati nel rione per la lunga Giornata Mondiale della Gioventù, dal 15 al 20 di agosto, c’è ancora un vivo ricordo.

Qualcuno mi parla della consacrazione di tutta la popolazione alla cappella della Madonna del Buon Aiuto, nell’ultima domenica del mese di maggio, e della processione che ha sostato davanti alla casa di Nennolina .
‘Una bimba del nostro rione morta a soli sei anni, negli Anni Trenta, e sepolta ai piedi della Cappella delle Reliquie, a Santa Croce, per la quale è in corso il processo di beatificazione’.

‘Da noi c’era la segreteria di zona della Gmg, la Giornata Mondiale della Gioventù, quindi sono passati tutti i gruppi di ragazzi che hanno alloggiato sul territorio. Abbiamo pulito e allestito le scuole dove sono stati sistemati: Galileo, Bonghi, Di Donato e alcuni istituti religiosi’, ricorda Grazia.
Una moltitudine proveniente soprattutto dalla Repubblica Ceca.
‘Ma come mai furono ospitati proprio all’Esquilino?’, domando incuriosita.
‘Per via di Vlk, il cardinale ceco titolare della Basilica in quel periodo, ma anche perché il nostro rione è la rappresentazione della storia di Cristo’, mi risponde un’altra signora.

Quindi non sono solo io, che ho un approccio da studiosa, a ritenere che il nostro rione sia la più multiforme e interessante zona di Roma, storicamente, tipologicamente, e socialmente. Storicamente perché non esiste epoca non rappresentata, dalla principale e più estesa necropoli protostorica di Roma, fino alla contemporaneità. Socialmente per la vocazione che l’Esquilino ha, da sempre, di essere un luogo di accoglienze per gli ‘ultimi arrivati’.

Cerco di approfondire: ‘Anche per i cattolici l’Esquilino è così importante? Che vuol dire affermare che qui è rappresentata la storia di Cristo?’. Ed ecco la risposta: ‘La nascita è espressa da Santa Maria Maggiore, in cui è venerata la madre di Dio, la morte è la Basilica di Santa Croce, con le reliquie della croce e dei chiodi, la Resurrezione è San Giovanni, sede del Vescovo di Roma, da dove il Cristianesimo ha iniziato il proprio cammino, la più antica e importante basilica dell’Occidente, sede del primo giubileo, quello di Bonifacio VIII nel 1300’.

Ritorniamo a parlare dei ragazzi accolti nel nostro quartiere.
‘Ma davvero?’, insisto, ‘erano stati alloggiati nelle scuole?’
Alcune signore si mettono a ridere accanto a me:
‘Sapesse che fatica per ripulirle dopo che se ne erano andati!’
È stato Papa Wojtyla a inventare la Giornata Mondiale della Gioventù.
E sì, aveva ragione la nonna di Fausto!
‘Siamo fritti!’

Maria Letizia Mancuso

Maria Letizia Mancuso
Maria Letizia Mancuso
Esquilina di nascita e vita, femminista, architetto, saggista, scrittrice, nonna quando serve.