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Esquilino – Il giornale del rione (trimestre gen-mar 2026 – numero 3 – pagina 7)

Giuseppe Longo, Peppe per gli amici, se n’è andato lo scorso 8 ottobre. Tutti conoscevano lui e la sua farmacia: nel rione, lascia un vuoto. Era cresciuto in una famiglia di farmacisti. Farmacista era suo padre, come lo è stata sua sorella Mariella. Hanno lavorato per molti anni, tutti insieme, nello spazio di Piazza Vittorio.

La Farmacia Longo si è affermata come un vero punto di riferimento per tutto il rione per le sue tante qualità emerse nel corso del tempo. L’innovazione organizzativa: è stata tra le prime farmacie a realizzare un sistema di ordini on line, consegne a domicilio e l’automazione del magazzino dei farmaci. L’imprenditorialità: la creazione del laboratorio di analisi e l’apertura dello studio medico specialistico, sempre nell’area di Piazza Vittorio. L’attenzione ai bisogni e alle esigenze dei cittadini e del territorio di riferimento: basta ricordare che, in coordinamento con l’assessorato cittadino e il municipio, ha selezionato per un’assunzione una delle persone con disabilità in carico al servizio sociale.

Le generazioni si sono avvicendate. Alla famiglia di origine si è aggiunto, nel lavoro, un gruppo di dipendenti affiatato e coeso. Infine è arrivato in farmacia anche il figlio più giovane, Arturo. E, nell’ultimo periodo, quello più difficile, si è radicata la presenza di Raffaella Folliero, la moglie di Giuseppe. Ma da sempre, e finché è stato possibile, il perno, l’elemento propulsivo, il motore della squadra è stato Peppe.

La stessa energia, lo stesso impeto generoso e un po’ ribelle, che lo hanno caratterizzato come imprenditore, uniti a uno spirito battagliero e testardo, sono stati la cifra della relazione di Peppe con il contesto locale. La farmacia sotto il portico di Piazza Vittorio, dal lato cosiddetto meno nobile, è diventata già dagli Anni Novanta del secolo scorso un osservatorio privilegiato per comprendere alcune dinamiche sociali, culturali ed economiche dell’Esquilino.

Peppe non si è mai tirato indietro, di fronte ai bisogni dei suoi clienti o di persone in difficoltà che gli venivano segnalate da comitati e associazioni locali, alla ‘difesa’ del territorio limitrofo al negozio, alle prese di posizione rispetto alle istituzioni e alle amministrazioni locali. Quello che, a torto o a ragione, non gli andava bene lui lo diceva apertamente e avvalendosi di ogni mezzo di comunicazione.

Ma a prescindere dalle battaglie condotte come imprenditore e farmacista, ci piace ricordarlo specialmente per il suo costante farsi carico dell’aiuto materiale, di quello medico e della relazione umana con la comunità di riferimento. Diceva che era importante conquistare la fiducia delle persone, che considerava prioritaria e comunque contestuale alla cura. Ed è stato davvero un amico fidato e fedele per molti di noi. Ma tanto importante era per lui la fiducia delle persone, quanto grande il disinteresse per il loro consenso. Andava dritto per la sua strada, accendeva e spegneva alleanze e intese, senza fare troppi complimenti se qualcosa non lo convinceva più. E in questo senso possiamo dire che Peppe è stato certamente vicino a molti, ma non è mai appartenuto a nessuno.

Con gratitudine e malinconia, gli amici della redazione di Esquilino vogliono salutarlo ancora una volta e ringraziarlo per la sua vita operosa, e restano vicini a Raffaella, Amedeo e Arturo con tanto affetto.

Emma Amiconi
Emma Amiconi
Esquilina convinta da svariati decenni, predilige l’impegno per il lato positivo. Si occupa di cittadinanza democratica e non solo per lavoro.