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Senza dimora: tendostrutture attive anche nel 2026. I dati dell’accoglienza a Porta San Lorenzo

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre apr-giu 2026 – numero 4 – pagina 9)

Le quattro tendostrutture volute da Roma Capitale per il Giubileo, e collocate vicino alle stazioni Termini, Tiburtina, Ostiense e nell’area Vaticana, hanno offerto ai senza dimora ben di più che un posto letto. Tutte le strutture, infatti, sono dotate anche di un servizio di sorveglianza notturna, con accoglienza h24, riuscendo a offrire complessivamente 250 posti letto al giorno, dotazioni igienico-sanitarie complete, presidio professionale costante, pasti caldi, docce, lavanderia, assistenza sociale e supporto psicologico alle persone ospitate.
Per chi vive in strada già la sola, semplice, accoglienza è moltissimo, ma i risultati raggiunti alla fine del 2025, in particolare nella struttura di Piazza di Porta San Lorenzo gestita dalla Cooperativa Il Cigno, dimostrano che si sta facendo molto di più (vedi Esquilino N.1 luglio-settembre 2025).
Con i suoi 40 posti letto, lo scorso anno la struttura – situata all’incrocio tra via di Porta San Lorenzo, il tunnel di via di Santa Bibiana e il primo tratto di via Tiburtina – ha accolto complessivamente 136 persone, realizzato 77 inserimenti lavorativi, ottenuto 38 autonomie alloggiative e migliorato in maniera significativa 60 situazioni individuali. Ciò è avvenuto grazie a decine di contatti e di prese in carico da parte dei servizi sociali e di sanità territoriale. Anche il laboratorio di falegnameria ha funzionato a pieno ritmo. Inoltre sono stati organizzati tornei di dama e di biliardino, allenamenti di calcio, cineforum, eventi e iniziative sociali in collaborazione con le realtà civiche del territorio.
In questo contesto positivo – anche se certamente migliorabile per quanto riguarda la comunicazione e il dialogo con le istituzioni di prossimità, con i residenti, con i comitati – Roma Capitale ha deciso di proseguire l’iniziativa per i primi sei mesi dell’anno in corso, con possibilità di ulteriori proroghe. Con la memoria di giunta n. 112 del 15 dicembre 2025, infatti, è stata stabilita la continuazione dell’esperienza delle tendostrutture di accoglienza, quale parte integrante del nuovo sistema cittadino di contrasto alla grave marginalità adulta.

La bassa soglia di accesso intercetta i più vulnerabili

Tra gli elementi di valutazione alla base del provvedimento vi è la consapevolezza – spiega la memoria di giunta – che la ‘bassa soglia di accesso costituisce un elemento centrale del servizio, in quanto consente di intercettare persone che, per condizioni personali, sfiducia verso le istituzioni, dipendenze o vissuti traumatici, malattie non curate o condizioni di isolamento estremo, non accederebbero ai servizi ordinari.
Si tratta di cittadini che difficilmente avrebbero varcato la soglia di un centro tradizionale, per sfiducia, paura, condizioni di salute compromesse o per mancanza di documenti; l’accesso a bassa soglia delle tendostrutture ha reso possibile ciò che in passato era fuori dalla portata del sistema: costruire relazione, ascolto, ‘aggancio’, accompagnamento di persone estremamente vulnerabili.
Le tendostrutture sono un vero e proprio dispositivo sociale che permette agli operatori di stabilire un contatto stabile con le persone più invisibili della città, dando avvio a progetti individualizzati che spesso proseguono verso percorsi più strutturati; sul piano sociale, la presenza quotidiana di operatori educativi, psicologi, mediatori linguistici e personale sociosanitario ha trasformato aree critiche delle stazioni in luoghi più umani e più vivibili’.

Presidi strategici contro il degrado

‘La cittadinanza stessa – prosegue il documento – dopo una naturale fase iniziale di osservazione, ha riconosciuto il valore sociale di questi presidi: le tendostrutture hanno generato collaborazione, donazioni spontanee, volontariato e forme di vicinanza inattese; in più di un territorio, l’installazione di una tendostruttura ha permesso di risolvere situazioni croniche di marginalità che il quartiere viveva da anni e che nessuna misura temporanea era riuscita ad affrontare in modo efficace. Considerato inoltre che anche sotto il versante non strettamente sociale, pur essendo state in alcune occasioni rappresentate come possibili fattori di degrado, insicurezza o conflittualità urbana, le tendostrutture hanno prodotto, sin dalla loro attivazione, risultati diametralmente opposti a tali narrazioni’.

Emma Amiconi
Emma Amiconi
Esquilina convinta da svariati decenni, predilige l’impegno per il lato positivo. Si occupa di cittadinanza democratica e non solo per lavoro.