Articoli recenti

Vedi anche

Goffredo Fofi, l’intellettuale anticonformista come l’Esquilino

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-dic 2025 – numero 2 – pagina 15)

Scomparso l’11 luglio all’età di 88 anni, Goffredo Fofi (1937-2025), è stato un saggista e critico letterario di altissimo valore, una delle voci più autorevoli nel mondo della cultura italiana sin dagli Anni Sessanta del Novecento. Ricordiamo l’originalità del suo anticonformismo – anticonvenzionale, autonomo e indipendente – contro la cultura del consumismo e ogni omologazione culturale, mai spregiudicato o fuori dalle righe, uno sguardo critico e partecipe di fronte ai grandi cambiamenti del nostro tempo.

Goffredo Fofi abitava da diversi anni all’Esquilino, prima in via di Porta Maggiore poi in via Giusti, a due passi da piazza Dante e da piazza Vittorio dove spesso si recava a osservare, curioso, chi frequentava il giardino e la piazza. Gli piaceva piazza Vittorio perché la considerava interessante, non così amorfa: “Ci sono i cinesi, ci sono gli ispanici con un giro di intellettuali e artisti, alcuni simpatici altri un po’ meno, alcuni molto salottieri, altri invece seri, ed è un ambiente in cui si hanno degli amici, degli incontri e non vedo dove altro potrei abitare a Roma”.
Animatore culturale da sempre – era stato invitato da Piergiorgio Bellocchio a dirigere con lui e Grazia Cherchi Quaderni Piacentini. Era il 1966 e la rivista sarebbe ben presto diventata uno dei punti di riferimento teorico-politico della nuova sinistra, sostenendo una linea di critica intransigente alla società, un’avventura intellettuale che attraverserà quasi un ventennio di profondi mutamenti e di grande partecipazione civile. Da allora Fofi ha fondato e diretto numerose riviste di cultura, politica e società che si sono succedute nel corso degli anni da Linea d’ombra, La terra vista dalla luna, Lo straniero fino a Gli asini, una rivista di cultura, politica, educazione e società, pubblicata tra il 2011 e il 2022 dalle Edizioni dell’Asino con un gruppo di operatori impegnati nel campo dell’educazione, della formazione e dell’intervento sociale, dentro la scuola e fuori, ma accomunati da un’idea ‘forte’ di educazione intesa “come fondamentale dimensione di raccordo tra cultura e morale, tra individuo e comunità”.

L’intervista a Fofi per Il Cielo sopra Esquilino
La rivista Gli Asini, che dal gennaio 2023 ha come editore il Centro di Documentazione di Pistoia, ha avuto in precedenza per qualche anno la redazione proprio qui all’Esquilino in viale Carlo Felice 89, in un bel palazzo della seconda metà degli Anni Venti del secolo scorso. Si dà il caso che io abiti in questo palazzo e qui lo incontrai un bel giorno, nell’androne – un simpatico signore canuto e sorridente con l’immancabile bastone. Lo riconobbi subito e lo salutai con deferenza. Qualche giorno dopo andai a trovarlo al primo piano, dove tutte le mattine si recava nel suo studio a lavorare. Fu molto gentile con me e quando gli proposi un’intervista per Il Cielo sopra Esquilino, il giornale del rione che lui conosceva bene, mi guardò perplesso come a dire, credi ancora a queste cose?
Comunque accettò e quando ci rivedemmo qualche giorno dopo, mi fece sistemare comodo in poltrona e cominciò a parlarmi di Roma dei tempi andati quando veniva nella capitale in maniera saltuaria, da Napoli dove allora risiedeva. “La città attuale non ha niente della Roma dei miei tempi. Il popolo romano, che aveva caratteri molto precisi – Gioacchino Belli alle spalle, il cattolicesimo – che attraeva i Pasolini, gli Arbasino, i Soldati e un sacco di intellettuali, non esiste più. La Roma degli Anni Cinquanta-Sessanta era di una vitalità straordinaria (…) e io, alla fine degli Anni Cinquanta, ero innamorato di Roma”.
E poi raccontava del suo trasferimento a Roma, del suo abitare in casa di amici, “cacciato via” sempre “con le solite scuse dei proprietari di case” per approdare poi dopo molte delusioni all’Esquilino dove infine aveva trovato l’opportunità di risiedere, grazie a un amico che gli aveva dato in affitto il suo piccolo appartamento in via Giusti. Alle mie domande Fofi rispondeva con il suo eloquio lucido e puntuale, parlando per oltre un’ora, senza stancarsi, mostrando grande nostalgia per quei tempi passati che ormai erano andati: “Non è più la Roma di una volta”, continuava a dire, “di quella Roma ho una certa nostalgia perché poi è diventata la Roma della piattezza del sottogoverno (…), dei giochi, insomma di quelle cose lì”.

“Dove altro potrei abitare…”

Così disse del suo rapporto con l’Esquilino: e lo disse così di cuore che con il direttore decidemmo di fare di quella frase il titolo dell’intervista che uscì a breve sul numero 43 de Il Cielo sopra Esquilino del settembre/ottobre 2022. Fu un gran successo, molti lettori apprezzarono. Lui invece non volle fare nessun commento quando gliene portai una copia in anteprima. Era molto sfiduciato. Si era speso molto nella sua vita. Sapeva di essere stato un intellettuale scomodo ma era anche consapevole di avere trovato il suo posto nel panorama culturale del Paese. Amava circondarsi di giovani nei quali ancora credeva. Intellettuali come lui non sono numerosi in Italia e oggi che lo abbiamo perso ci mancherà molto il suo pensiero critico.

Carmelo G. Severino
Carmelo G. Severino
Architetto e storico urbano. Già dirigente SPQR e docente presso La Sapienza. E’ autore di libri sull’Esquilino.