Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2025 – numero 1 – pagina 11)
Le cose che lasci
Il Poeta della Serra è un giovane ‘poeta urbano’ che lascia i suoi versi ovunque la gente possa leggerli. In zona, alcuni di questi sono visibili sulle campane di raccolta del vetro. In uno dei contenitori di viale Manzoni sembra quasi che abbia voluto dire la sua sulla chiusura de Il Cielo sopra Esquilino e la nascita del nuovo giornale rionale.
Il Giubileo del Belli
Giuseppe Gioacchino Belli trasse ispirazione dal particolare Giubileo straordinario che papa Gregorio XVI concesse nel 1832. Un’indulgenza rivolta ai soli cittadini dello Stato Pontificio, cui venivano concesse per il pellegrinaggio le sole tre settimane a cavallo del Natale. Fu quella, per il poeta romano, l’occasione per scrivere ben quattro sonetti sul tema. Nel primo, intitolato L’anno-santo, utilizzò il contemporaneo Bartolomeo (Meo) Pinelli come interlocutore:
‘Arfine, grazziaddio, semo arrivati
all’anno-santo! Alegramente, Meo:
er Papa ha spubbricato er giubbileo
pe ttutti li cristiani bbattezzati.
Bbeato in tutto st’anno chi ha ppeccati,
ché a la cuscenza nun je resta un gneo!…’
‘… Tu vvà’ a le sette-cchiese sorfeggianno,
méttete in testa un pò’ de scenneraccio,
e ttienghi er paradiso ar tu’ commanno.’
A chiusura della successiva serie di tre sonetti, Er giubbileo, non mancò comunque di sottolineare che
‘Ve pare che cce siino sott’ar zole
poc’antri ladri cqui da convertilli?
se pò strigne er discorzo a ddu’ parole:
che un giubbileo pe ttanti ladri è ppoco.’.
Riccardo Iacobucci
