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Dialogo semiserio con un comico sul rione e il suo cibo

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-nov 2026 – numero 6 – pagina 23)

Milanese di nascita ma romano d’adozione, Luca Ravenna è oggi tra i principali stand-up comedian italiani. Luca a Roma ha studiato, iniziato a lavorare e costruito una parte importante del proprio percorso umano e professionale. Gli ho chiesto di raccontarci l’Esquilino in veste di attento osservatore della vita quotidiana e partendo da ciò che conosce meglio: le persone, le situazioni assurde e, naturalmente, il cibo.

Esquilino: qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi a questo Rione?
Alla vera suburra di Roma.

Se dovessi spiegare l’Esquilino a qualcuno che non ci è mai stato, gli parleresti prima del cibo o delle persone?
Sicuramente prima delle persone, anche se è uno dei migliori rioni di Roma come proposta gastronomica.

C’è qualcosa che mangi all’Esquilino e che, secondo te, racconta la Roma attuale meglio di un piatto dichiaratamente romano?
Qualsiasi prodotto che tenga conto di un fattore fondamentale che in molti, moltissimi, stanno scordando: il piacere di far tornare il cliente. Che sia il prezzo, il piatto in sé, l’accoglienza: è il piacere del ritorno che manca sempre più, ma all’Esquilino si può ancora trovare.

C’è qualcosa che hai imparato sul Rione semplicemente mangiando?
Che non mi pare ci siano troppi trappoloni per turisti. Non che non ci siano in assoluto, ma non regnano sovrani come nel centro di Roma. È una zona che mantiene una sua autenticità.

Il Rione cambia molto velocemente. Secondo te l’Esquilino sta diventando più interessante o, semplicemente, più caro?
Sta diventando insensatamente caro. Qualche giorno fa ho provato un bar nuovo che ha aperto da poco. Molto europeo, molto cool, anche molto carino se vogliamo. Ho preso un toast, 14euro, c’era un ciuffo d’insalata di accompagnamento e due ciliegini tagliati a fianco. I ragazzi erano gentili – e ci mancherebbe – ma sempre di 28.000 lire parliamo e per un toast.

Qual è la cosa che non dovrebbe cambiare mai all’Esquilino?
Ma è molto semplice: alba e tramonto su piazza Vittorio: indimenticabili, il tramonto in via dello Statuto è uno dei ricordi più belli dei miei vent’anni a Roma.

E invece qual è quella che cambieresti domani mattina?
Un check sulla pulizia andrebbe fatto. Con gli affitti così alti, la zona non può ricordare il porto di Londra a fine Seicento.

Quanto sei disposto a spendere per un pranzo che ti cambia la giornata?
Ci sono troppe variabili. Diciamo fino a un massimo di 30euro. A cena molto di più.

C’è un comportamento dei romani a tavola che ti fa ridere particolarmente?
L’organizzazione dei romani a tavola è inversamente proporzionale all’organizzazione in città. Se Roma fosse governata con la stessa democratica eleganza, con la curiosità, con il polso fermo – quando serve – con la decisione e l’ironia dei romani a tavola, Roma sarebbe sempre la stessa, certo, ma più cosciente di sé, più sorridente, più fiera di se stessa.
A tavola i romani – sto generalizzando, ma chi se ne frega – sono al massimo della loro forma perché sanno godersi il piacere del cibo e della convivialità.

E uno che, invece, ti irrita?
Quando qualcuno ordina per tutto il tavolo. Serata rovinata.

Per un comico, l’Esquilino è anche fonte inesauribile di materiale. Ti capita mai di pensare: “Questa scena non posso neanche inventarmela”?
Certo, i miei primissimi pezzi erano ambientati qui, come zona offre troppi spunti ed è il suo bello. Dipende sempre dall’umore: se si è di buon umore, è il quartiere perfetto, se si è di pessimo umore, lo si vorrebbe far esplodere.

Se domani dovessi organizzare una cena per raccontare l’Esquilino attraverso il cibo, cosa metteresti sul tavolo?
Qualsiasi cosa, dal cibo etnico, alla pizza al taglio, dalle leccornie che si possono trovare nelle botteghe, alle ‘spizzicherie’ con proposte regionali, fino ai drink degli ottimi bar, tutto tranne che quegli schifosi bicchieri di vino venduti a prezzi demenziali in un paio di vinerie.

E, soprattutto: chi inviteresti?
Tutta gente dal Nord Europa: li vedi i turisti europei, devastati dal caldo della giornata passata a piedi, con mezzi spesso non proprio efficientissimi, che arrivano la sera in zona, si siedono per bere qualcosa e si rilassano in piazza o in qualche locale lungo le vie, lo vedi che non ci credono che a Roma possano susseguirsi così tante immagini diverse. Lo vedi che rimangono spiazzati.

Ultima domanda, molto seria: l’Esquilino è un quartiere dove si mangia bene o un quartiere dove succedono cose interessanti mentre stai mangiando?
È un quartiere dove si mangia bene e in modo vario, sia etnico sia tipicamente romano, pizza e un sacco di altre cose. È sicuramente un quartiere dove succedono molte cose mentre ceni, magari seduto fuori, la sera. Non tutte le cose sono per forza felliniane o eccezionali, a volte fanno un po’ schifo, ma come tutto passano.

E se dovessi scegliere una sola parola per descriverlo?
Curcuma