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Schermi a led sulla facciata di Santa Maria Maggiore: la pubblicità per i restauri smonta a fine 2026

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre lug-set 2026 – numero 5 – pagina 8)

Ha destato critiche da parte di alcuni cittadini il recente ritorno dei due maxi schermi pubblicitari a led, già funzionanti per un breve periodo prima del Giubileo 2025, da qualche mese nuovamente installati sulla Basilica di Santa Maria Maggiore. Le perplessità si sono manifestate anche attraverso i social del rione, dove si sono levate voci che invitavano ad assumere azioni di protesta contro un’iniziativa commerciale ritenuta poco consona al contesto urbano e religioso in cui è collocata.

I due schermi a led sono collocati uno sull’edificio della Canonica che affaccia su piazza di Santa Maria Maggiore, l’altro sull’angolo posteriore verso piazza dell’Esquilino. A prescindere dalle opinioni personali e nel rispetto della sensibilità estetica di ciascuno, è stato però evidente che nel dibattito pubblico cittadino e nelle chiacchiere di rione siano circolate informazioni carenti e non di rado errate. Senza pretesa di convincere nessuno, ma con l’obiettivo di accompagnare i fatti con notizie corrette, abbiamo avviato una ricerca presso diverse fonti, interpellando anche il Capitolo di Santa Maria Maggiore, che ha rilasciato una nota con le informazioni di cui riferiamo. Il Capitolo – che è un collegio sacerdotale, costituito dal cardinale arciprete e da dodici canonici, tutti di nomina pontificia – è l’organo che sovrintende al governo della basilica in tutti i suoi aspetti religiosi e gestionali.

Il motivo della raccolta fondi

Il Capitolo di Santa Maria Maggiore ha deciso di apporre gli schermi per reperire i finanziamenti necessari per fare fronte a una serie di interventi di restauro e consolidamento, sicurezza, manutenzione, valorizzazione, monitoraggio dello stato di conservazione delle strutture della basilica. L’intervento più urgente è il restauro della Cappella Paolina (avvio previsto a settembre 2026) per il quale saranno necessari circa due anni. Le opere riguarderanno le superfici dipinte, gli intonaci e gli arredi lignei del luogo, definito “scrigno di arte e fede unico al mondo, che rappresenta il cuore della devozione del popolo di Dio in questo santuario mariano”, proprio accanto alla tomba di papa Francesco. Il quale, per inciso, nulla aveva avuto da obiettare all’iniziativa intrapresa dal Capitolo nel 2024, avendone compresa l’impellente necessità.

Gli impianti pubblicitari, riattivati in gennaio, dopo l’anno giubilare, resteranno in funzione fino a dicembre 2026, come a suo tempo comunicato alla stampa. L’attività è svolta da una società di settore, la One Srl, regolarmente contrattualizzata, e alla basilica è riservata la facoltà di verificare e approvare ogni singola proposta pubblicitaria, che deve rispondere a criteri di serietà e compatibilità con il luogo e lo spazio circostante.

Ricordiamo che la basilica papale di Santa Maria Maggiore è un ente della Santa Sede, sito in zona extraterritoriale, per cui non gode di alcuna forma di contributo o sostentamento istituzionale, né da parte dello Stato italiano né di altri enti. Deve quindi fare fronte con le sue sole forze a tutto ciò che le compete, reperendo le risorse per pagare il proprio personale e i fornitori di beni e servizi, sostenere le opere di carità e i servizi di prossimità alle varie fragilità di cui si prende cura, e non da ultimo, per l’appunto, tutelare i beni artistici di cui è custode. A causa della loro storia plurisecolare, questi richiedono interventi pressocché costanti, piccoli o grandi che siano, succedendosi nel tempo quasi senza soluzione di continuità. Per affrontare queste sfide, molto onerose, la basilica può fare affidamento solo sui fondi che giungono da atti di liberalità privata o da iniziative come la raccolta pubblicitaria.

Appello ai cittadini, aiutate con le vostre offerte

Al rione Esquilino e agli altri rioni limitrofi, in particolare, il Capitolo chiede pazienza: tra pochi mesi gli schermi verranno smontati, come previsto. Ovviamente le critiche e le polemiche, specialmente quando sprezzanti e non fondate né sulla conoscenza dei fatti né sul dialogo, non hanno fatto piacere a chi ha la responsabilità delle opere materiali e di carità che dalla basilica si irradiano in tutta la città e oltre. E così, per il futuro, il Capitolo invita i cittadini a sostenere la basilica direttamente con i propri contributi e le proprie offerte, in modo da ridurre la necessità di ricorrere a fonti di finanziamento come quella della pubblicità. Del resto, il rapporto della basilica con il rione Esquilino è molto forte e molto sentito. Basta pensare che la basilica promuove iniziative come il Presepe Vivente oppure, più di recente, sul prospetto posteriore dell’edificio, la composizione vivaistica con il monogramma mariano, che abbellisce uno spazio urbano altrimenti trascurato. Gli abitanti del rione e della città, i fedeli e i visitatori provenienti da ogni parte del mondo, del resto, trovano proprio nella basilica il primo e più importante polo di attrazione dell’area.

Emma Amiconi
Emma Amiconi
Esquilina convinta da svariati decenni, predilige l’impegno per il lato positivo. Si occupa di cittadinanza democratica e non solo per lavoro.