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A colloquio con gli stranieri dell’Esquilino – Raquel Margarita Katigbak, esperta di AI. Tecnologie emergenti, educare i bambini al pensiero critico

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-nov 2026 – numero 6 – pagina 19)

“Siamo all’alba dell’intelligenza artificiale (AI), vivremo sicuramente accelerazioni che ancora neppure possiamo immaginare e per me la cosa più importante è come possiamo trasmettere tutto questo ai nostri figli. Loro stanno davanti allo smartphone e spesso neanche comprendono cosa hanno di fronte. Occorre far crescere il livello di ‘critical thinking’, di maggiore consapevolezza, soprattutto verso le ‘emerging technologies’. Dobbiamo sempre porci delle domande: perché usare l’intelligenza artificiale per fare questa cosa? Non possiamo fare in altro modo? Quali pericoli ci sono nell’adottare queste tecnologie senza una riflessione? Qual è l’effetto di usare sempre l’AI per scrivere le nostre emails o progetti? Se non abbiamo questo ruolo di ‘critical thinking’ verso queste domande, questi temi, siamo a rischio di adottare tecnologie alla cieca”.

Raquel Margarita Katigbak è ormai un’esquilina doc ma alle spalle ha un percorso di vita che l’ha portata attraverso tre continenti: le Filippine dove nasce, il Canada dove si trasferisce con la sua famiglia (“avevo cinque anni, mia mamma aveva una sorella a Montreal, lì ho vissuto con i miei sei fratelli e sorelle”), quindi in Europa con la Bell, la compagnia di telecomunicazioni canadesi (“avevano filiali europee, ho lavorato su progetti che mi hanno portato in Germania, Paesi Bassi e Regno Unito”).

Ex-dirigente esecutivo di Ibm, Raquel è amministratrice delegata e cofondatrice della startup Susi Tech, specializzata in intelligenza artificiale, nonché di una società di consulenza locale nel campo dell’intelligenza artificiale, The AI Edge, con sede proprio all’Esquilino.

“Perché l’Esquilino? Mi sono trasferita in Italia perché mio marito è romano, nel 2000 cercavamo casa e mi piaceva questo Rione, c’era tanta vivacità e poi ho visto molte persone come me. Mi piaceva la piazza, il mercato … anche se ogni tanto puzzava (ndr., ride di gusto … molto meglio ora, aggiunge). Non c’erano molti ristoranti internazionali, ce n’era uno cinese davanti Fassi. C’erano tanti piccoli negozi, soprattutto italiani: forni, mercerie, la pizza … questo si è un po’ perso. Però ci sono ancora quelli che definisco àncore, i baluardi del quartiere: la farmacia, la Pacifico Trading, Fassi, Roscioli, Regoli … sono ancora lì, a definire anche l’identità del quartiere”.

La copertina del libro Discovering Ai

Torniamo però subito a parlare di tecnologie e intelligenza artificiale. “A febbraio ero a Bangkok per un summit Onu sull’AI nei paesi emergenti. Oggi, le tecnologie emergenti sono nelle mani di poche persone e hanno costi altissimi: i data center AI consumano un sacco di acqua e di elettricità. Noi vogliamo aiutare il Sud del mondo, questo è il mio progetto più ambizioso. Esiste una terza via che ci permette di avere un’intelligenza artificiale più eco-compatibile e di sviluppare un sistema decentralizzato e sovrano che consenta ai paesi emergenti di sviluppare progetti AI senza che vi siano sopra le bandierine di Usa, Europa o Cina. Ci sono già esperienze in tal senso, ad esempio un progetto sulla lingua nativa della Nuova Zelanda o in Polinesia dove hanno sviluppato un ‘language model’ basato sulla loro lingua”.

Raquel è un fiume in piena, difficile frenarla, vieni travolto dalle idee, le visioni, la sua ‘mission’, come la definisce. Non abbiamo ancora parlato dei libri per i bambini, ma tempo e spazio sono tiranni. “Una scintilla nata parlando con un mio ex collega indiano della Ibm. Gli ho proposto, perché non facciamo un libro per bambini per spiegare i concetti di intelligenza artificiale? lui mi ha risposto: ah sì, mi piace questa idea. Quindi abbiamo cominciato a scrivere. Lui negli Usa, io qui all’Esquilino. Sono piccole storie per trasmettere concetti di AI attraverso la narrativa. Un primo libro, poi un secondo e da lì il sito Makerville, il blog, i giochi”. Tutto in inglese, chissà che non si riesca a farne una edizione anche in italiano.

Massimo Persotti
Massimo Persotti
Esquilino d'adozione, civil servant ed europeista convinto, nuoto per non affogare nella quotidianità, dj vintage colleziono discomix anni '80 e li suono per gli amici.