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Opera Sante De Sanctis, ancora chiusa la storica sede in via Conte Verde

Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-nov 2026 – numero 6 – pagina 12)

Una piccola targa apposta su un cancelletto in via Conte Verde contiene la scritta Opera Sante de Sanctis. Il cancelletto è uno dei tanti ingressi del complesso scolastico Di Donato, che raccoglie scuole materne, elementari, medie e che in alcuni anni della sua vita ha anche ospitato istituti di studi superiori.

Quel nome così particolare ha cominciato a cogliere la mia attenzione prima che iniziassi a insegnare proprio lì, quando ancora bambina percorrevo quella strada per andare a dondolarmi sulle altalene di Piazza Vittorio.
Ma c’era qualcosa di diverso rispetto agli scolaretti che erano lasciati alla Di Donato la mattina presto e ripresi dai genitori al ritorno del lavoro.

La mia curiosità cresceva: chi va lì dentro?

Sante de Sanctis è un uomo dell’Ottocento, un medico che decide di laurearsi con una tesi sulla perdita della capacità di comprendere o formulare il linguaggio.

Viene considerato uno dei pilastri della psicologia italiana: ha avuto un ruolo determinante nella fondazione e nello sviluppo di questa disciplina in Italia, fra la fine dell’Ottocento e i primi del ‘Novecento.

Svolge le sue prime esperienze professionali nell’ospedale psichiatrico romano di Santa Maria della Pietà. Nel 1899 fonda gli Asili-Scuola per l’assistenza e il recupero dei fanciulli e degli adolescenti poveri e minorati psichici (così allora si chiamavano). Dedica gli anni che precedettero il primo conflitto mondiale all’applicazione della psicologia nel mondo della scuola e nel 1925 fonda la rivista Neuropsichiatria Infantile che costituisce l’atto di nascita di questa disciplina imponendo l’attenzione sugli “anormali fasulli”, cioè quei bimbi che appaiono anormali solo per l’influenza su di loro di fattori ambientali o per scarsa educazione.

Il primo statuto dell’Associazione Opera Sante de Sanctis è del 1898; nel gennaio dell’anno successivo si apre in via Tasso la prima sede per giovani. Sono anni in cui l’aiuto della società si intende soprattutto come filantropico, quindi l’Associazione ha tra i propri soci numerosi benefattori e benefattrici e i ragazzi in condizione agiata contribuiscono a sostenere le rette anche degli alunni meno abbienti.

Alla fine dell’Ottocento altri studiosi sono fra i promotori di campagne di educazione fra le classi meno agiate: si ricordi solo il deputato Gustavo Chiesi, il biologo Gustavo Celli e il gruppo di donne della sezione romana dell’Unione Femminile, tra cui Matilde Serao e Anna Fraentzel, che giravano la campagna romana anche con veicoli rudimentali per istruire fanciulli e adulti, convinti che la malaria si sarebbe potuta sconfiggere solo educandoli a capire cosa fosse e come combatterla.

Lo stesso Federico Di Donato, insegnante, pedagogista e giornalista, si impegnò a creare un luogo sano e protetto per ospitare giovani in condizioni di indigenza e fornire loro almeno indumenti e materiale scolastico essenziale.

Nel 1903, sempre nel nostro Rione, in via Alfieri, comincia a funzionare il primo ambulatorio per la cura delle malattie nervose e mentali dell’infanzia e nel 1904 l’Associazione ottiene parte dell’edificio Di Donato, con ingresso in via Conte Verde, che diviene, oltre che Asilo-Scuola, la sua sede legale fino alla chiusura da parte del I Municipio nel 2022.

Sul sito web dell’Associazione è scritto che il centro di via Conte Verde è attualmente chiuso per ristrutturazione. La targa è ancora lì.
Perché ancora non riapre? Eppure da qui è cominciata la sua storia.

Nel 1905 le Istituzioni cominciano a capire quanto di importante si stia facendo in via Tasso e in via Alfieri e il Comune di Roma concede un primo contributo che permette di aprire nuove sedi al Nomentano, a San Saba e al Tuscolano per attuare un decentramento territoriale urbano che favorisca la continuità educativa.

Dal 1916 il Governatorato di Roma riconosce un contributo fisso annuo e nel 1931 gli Asili-Scuole diventano scuole elementari e di avviamento al lavoro, assoggettate alle leggi scolastiche statali con insegnanti specializzati.

Targa dell’Opera Sante de Sanctis ©SeverineQueyras

Dal 1968 in poi, con l’importante riforma e la nuova normativa per i Centri di recupero funzionale e di riabilitazione, l’Opera ottiene il riconoscimento di Istituto Medico Psico-Pedagogico. L’Istituto segue cioè l’evoluzione normativa, che nel 1977 introduce l’integrazione del “disabile” nella scuola con docenti specializzati prevedendo un percorso educativo individualizzato.

Le attività dell’Opera si indirizzano verso una riabilitazione globale: psicomotricità, logopedia, terapia occupazionale, esperienze teatrali, sportive e di ippoterapia, attività in collaborazione con altri enti, significativamente indirizzate all’età evolutiva.
Nonostante le ricerche e le richieste all’attuale gruppo dirigente dell’Associazione, non ho trovato elementi che ne giustifichino la cancellazione dall’Esquilino. Tutte le altre sedi sono tutt’ora funzionanti; quella nel nostro Rione è inattiva da ormai quattro anni. Non vorrei che diventasse un’altra attività del Rione che vive solo nella memoria degli anziani.

Maria Letizia Mancuso
Maria Letizia Mancuso
Esquilina di nascita e vita, femminista, architetto, saggista, scrittrice, nonna quando serve.