Esquilino – Il giornale del rione (trimestre ott-nov 2026 – numero 6 – pagina 11)
di Daniele Valeri
Per i romani era semplicemente ‘il trenino giallo’. Per gli appassionati di trasporti rappresentava, invece, l’ultimo frammento di una delle ferrovie a scartamento ridotto più affascinanti d’Italia. La Roma – Giardinetti, conosciuta anche come ‘tram dei Laziali’, ha accompagnato la crescita della Capitale per oltre cento anni, attraversando Porta Maggiore, Pigneto, Tor Pignattara, Centocelle e la via Casilina fino all’estrema periferia orientale.
Per generazioni di studenti, lavoratori e pendolari è stata molto più di un mezzo pubblico: era un simbolo della Roma popolare, con le sue carrozze gialle, il rumore metallico sui binari e le corse lente ma costanti che scandivano le giornate della periferia est.
Oggi quella storia è arrivata al capolinea. Dopo una lunga fase di ridimensionamento e sospensioni, la storica linea è destinata a lasciare definitivamente spazio alla futura tramvia Termini – Giardinetti – Tor Vergata, progetto che trasformerà l’antica infrastruttura in una moderna linea tranviaria.
Le origini: quando Roma collegava i Castelli e la Ciociaria

La storia comincia nei primi anni del Novecento. La linea venne inaugurata nel 1916 come parte della ben più estesa ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, costruita dalla Società delle Ferrovie Vicinali. L’obiettivo era ambizioso: collegare rapidamente Roma con i centri dei Castelli Romani e della Ciociaria, favorendo lo sviluppo economico e turistico dell’entroterra laziale.
All’epoca il capolinea romano era quello dei Laziali, a pochi passi dalla Stazione Termini (posizione mantenuta fino ai giorni nostri). Con il suo scartamento ridotto di appena 950 millimetri, la linea poteva affrontare curve molto strette e inserirsi facilmente nel tessuto urbano, assumendo quasi l’aspetto di un tram cittadino pur mantenendo caratteristiche ferroviarie.
Fino agli Anni Sessanta il convoglio non attraversava soltanto i quartieri romani. Superata Centocelle, proseguiva verso Pantano, Monte Compatri, Zagarolo, Genazzano, Fiuggi e Frosinone, diventando una vera ferrovia regionale. Molti romani ricordano ancora i racconti dei nonni che la utilizzavano per raggiungere le campagne, andando ad acquistare prodotti agricoli o a trascorrere le domeniche alle terme di Fiuggi. Il caratteristico colore giallo delle carrozze contribuì alla nascita del soprannome che ancora oggi accompagna la linea: ‘il trenino giallo’.
Il lento ridimensionamento
A partire dagli Anni Settanta iniziò un progressivo declino. L’aumento del traffico automobilistico, la diffusione degli autobus e i costi di manutenzione portarono alla chiusura progressiva delle tratte extraurbane. Nel 1984 cessò il servizio verso Fiuggi e Frosinone e il collegamento venne progressivamente limitato fino a Pantano. L’ultimo grande cambiamento arrivò nel 2008, quando il tratto Giardinetti-Pantano fu chiuso per consentire la costruzione della Linea C della metropolitana. Da quel momento il trenino rimase limitato alla sola tratta Laziali-Giardinetti, lunga poco più di cinque chilometri.
Negli ultimi anni il destino della Roma-Giardinetti era ormai segnato. Già nel 2018 Roma Capitale aveva presentato il progetto per trasformare la linea in una moderna infrastruttura tranviaria a scartamento ordinario. L’idea è quella di collegare direttamente Termini, Centocelle, Giardinetti, il Policlinico di Tor Vergata e il campus universitario attraverso una linea più veloce, accessibile e integrata con il resto della rete tramviaria cittadina. L’opera da oltre 250 milioni di euro segnerà l’addio definitivo alla storica ferrovia.
